La Meta Teramo scivola, festa Scauri
I biancorossi beffati nel supplementare, il sesto posto si allontana
TERAMO. In un attimo La Meta Teramo vede svanire il sesto posto. La sconfitta interna rischia di costare cara in ottica playoff. I biancorossi restano, infatti, nel gruppone a cavallo tra il 7° e l'8° posto e l'unica nota lieta della serata è l'aver mantenuto il doppio confronto con Scauri. Gara molto tirata non bene interpretata da Papa e soci che, pure, hanno avuto più occasioni, all'interno della gara, per portare a casa i due punti. Teramo esce fortissimo dai blocchi di partenza e con l'argentino Rubbera prova a scappare via da subito: 8-0 al 4'. Gli ospiti non partono bene ma i biancorossi non riescono ad approfittarne fino in fondo: 12-9, 17-11 a fine primo quarto. Ancora una tripla di Rubbera lancia la squadra di coach Bianchi (24-17) al 13' ma resterà, per oltre cinque minuti, l'ultimo canestro dal campo dei locali. Due brutte notizie nell'arco di pochi secondi: il terzo fallo di Rubbera e la prima tripla di un giocatore di striscia come Boffelli permettono, infatti, a Scauri di impattare: 27-27. I pontini, non a caso, vanno al riposo avanti di uno, 29-30. Dopo l'intervallo lungo è festival delle triple. Lagioia, con due conclusioni mortifere dalla distanza, scatena l'entusiasmo dei tifosi biancorossi e trascina i compagni: 44-39, 48-39 griffato Papa. Sembra l'inizio dell'allungo decisivo per Teramo ed invece, già dopo due minuti dell'ultimo quarto, gli ospiti sono rientrati in partita: 48-45. Sotto canestro Tomasello fa la voce grossa, 52-48 ma la sfida è punto a punto. Boffelli porta avanti di nuovo Scauri, 52-53, ancora una volta Lagioia sembra rimettere le cose a posto: 55-53. E' un canestro di Richotti, a poco più di venti secondi dalla fine, a portare la sfida all'overtime. Teramo, anche nel supplementare, sembra avere la gara in pugno prima con la tripla di Nolli (61-59) e poi con Lagioia (63-61) ma un'ingenuità, a rimbalzo, di Tomasello condanna, di fatto, i biancorossi alla sconfitta. L'errore, infatti, innesca, dopo la rimessa, la tripla di Giammò del sorpasso (64-66) con lo stesso giocatore ospite che, poco dopo, fissa il 64-68. E La Meta non riesce più a rialzarsi.
Matteo Falzon
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