La Morronese fa subito centro: in Seconda al primo tentativo

18 Maggio 2016

SULMONA. È nata per aggregare i giovani delle frazioni pedemontane da Bagnaturo alle Marane. Un modo per far rivivere un sogno nato nel 1982 è durato solo pochi anni. Un sogno che domenica scorsa è...

SULMONA. È nata per aggregare i giovani delle frazioni pedemontane da Bagnaturo alle Marane. Un modo per far rivivere un sogno nato nel 1982 è durato solo pochi anni. Un sogno che domenica scorsa è diventato ancora più bello con la vittoria per 4-1 sul campo della Virtus Barisciano che ha permesso alla Polisportiva Morronese di vincere, all'esordio, il campionato di Terza categoria. E lo ha fatto con una giornata d'anticipo al termine di una cavalcata entusiasmante.

E domenica sarà festa grande al campo sportivo di Bagnaturo con tutti gli abitanti delle frazioni rappresentate dai colori della Morronese, che vorranno celebrare insieme ai 22 calciatori che fanno parte della rosa e tutto lo staff, un evento che resterà nella storia e nella mente di tutti gli abitanti delle frazioni ai piedi del Mortone, la montagna sacra cara a Celestino V, il papa del "Gran rifiuto". «Ricordando il passato si costruisce il futuro, perché la Morronese non è solo calcio, è un’intera comunità che partecipa, è vita per le frazioni», afferma il vulcanico patron Piergiorgio Schiavo, vera anima della società e principale artefice insieme ai ragazzi e all'allenatore Nando Restaino, della cavalcata che ha portato la Morronese a vincere il campionato. «Affronteremo la Seconda categoria così come abbiamo fatto in questo primo anno», sottolinea Schiavo, «ripartendo con gli stessi ragazzi e con lo stesso spirito. La nostra squadra di calcio è uno strumento educativo che ha come obiettivo principale lo spirito aggregativo e sociale. Creare una progettualità comune è dunque l’intento della società, tenendo presente il passato e lo sguardo proiettato al futuro. Per questo abbiamo creato una scuola calcio che darà la possibilità ai giovani talenti di crescere nel segno dell'amicizia e del rispetto, valori che dovranno accompagnatore i nostri giovani durante tutto il percorso sportivo e non solo. Vincere è importante, ma bisogna sempre farlo nel rispetto delle regole. E quando non cì si riesce la prima cosa da fare è stringere la mano all'avversario che è stato più forte di te».

Claudio Lattanzio

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