LA MUTAZIONE GENETICA DEL CAMPIONATO A 19

11 Novembre 2018

Otto cambi di panchina dopo undici turni di campionato. Ce n’erano stati di più (9) solo nel 2004/2005; un anno fa, di questi tempi, appena due. Hanno cambiato abbastanza in fretta Maurizio Zamparini...

Otto cambi di panchina dopo undici turni di campionato. Ce n’erano stati di più (9) solo nel 2004/2005; un anno fa, di questi tempi, appena due.
Hanno cambiato abbastanza in fretta Maurizio Zamparini e Massimo Cellino, a Palermo e Brescia, e questa ormai non è più neanche una notizia (nel loro caso, la posizione in classifica, le difficoltà della loro squadra sono spesso un aspetto quasi marginale), ma poi, a cascata, hanno deciso di fare lo stesso sei delle ultime sette squadre in classifica -per ora si è “salvato” il solo Piero Braglia a Cosenza- con l’impennata dello scorso fine settimana: Cremonese, Padova e Livorno hanno fatto la rivoluzione a poche ore di distanza uno dall’altro.
La ristrutturazione estiva, trovata quasi per caso, non programmata e matrice di una lunghissima coda di polemiche e incertezze giudiziarie, sembra aver prodotto il primo effetto: le esigenze e le preoccupazioni dei presidenti appaiono moltiplicate. Con il format a 19 squadre i numeri confermano il cambiamento. Dopo undici partite della stagione 2017-18, tra la prima (era l’Empoli) e l’ultima (la Pro Vercelli) la forbice era “solo” di dieci punti, adesso - in attesa delle gare di oggi - tra il Pescara e il Livorno è di diciassette. Distanza più che raddoppiata, così come tra la terzultima e la zona salvezza: cinque punti (due, dodici mesi fa). Meno partite, meno punti a disposizione, minori gli spazi di manovra per poter rientrare se rimani in fondo. E retrocedere in serie C diventerebbe una vera e propria catastrofe, a maggior ragione se il presidente della Figc Gabriele Gravina riuscirà a portare a compimento il suo progetto di restyling dei campionati. E’ come se la serie B stesse perdendo quella che è stata da sempre una sua unicità: l’assoluta compattezza del gruppo-squadre, il formidabile equilibrio che ne hanno caratterizzato la storia. E’ una serie B che, nelle sue dimensioni e nel suo sviluppo comincia ad assomigliare molto di più alla serie A: davanti quelle che scappano, dietro le altre arrancano. Sembra essere sparita la “classe media”. Perché, anche in alto, gli spazi si sono dilatati sempre con la stessa tendenza: sei punti tra l’ottava e la capolista ora, aspettando le gare di oggi, quattro nello scorso campionato. Sul treno dei desideri e delle speranze c’è sempre meno spazio. E bisogna sgomitare un po’ di più.
*giornalista SkySport
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