La nuova alba del Chieti

Funziona l’allenamento alle 6 di mattina: Giulianova ko nel derby
CHIETI. La lezione è servita. Più che il risultato, contava l’atteggiamento. Sì, perché dopo aver toccato il fondo (vedi la prestazione di Isernia), si poteva solo risalire. E il Chieti, dopo due sconfitte consecutive e una settimana di allenamenti punitivi all’alba, ha tirato fuori l’orgoglio e vinto un derby che vale più per il morale che per la classifica.
La premessa è che il Chieti aveva di fronte il fanalino di coda del girone, quel Giulianova che fuori casa ha sempre perso e la cui unica speranza è rinforzarsi a dicembre con l’arrivo di quattro o cinque giocatori di spessore per evitare una retrocessione che altrimenti sarebbe già scritta. Quella di Giorgini è, al momento, una squadra imbottita di ragazzini che fa fatica in serie D. Insomma, l’avversario era alla portata e il risultato era prevedibile già alla vigilia, ma il Chieti ha dato risposte incoraggianti sul piano del carattere, quelle che volevano la società, l’allenatore e i tifosi.
La squadra neroverde non si è scomposta nemmeno dopo l’espulsione di Gallo, arrivata al 36’ del primo tempo, per un fallo su Silvestri giudicato violento dall’arbitro. Serviva una scossa che c’è stata sia nell’atteggiamento sia nella prestazione. E anche nel modulo (ritorno al 3-4-3) e nella formazione iniziale: Ronci ha rivoluzionato il Chieti, cambiando cinque undicesimi della squadra scesa in campo a Isernia. Tre esclusioni sono state eccellenti: in panchina sono rimasti Suriano, Di Nardo e Varone. Cambio anche tra i pali, con Diouf rilanciato al posto di Fatone. Due le sorprese: l’utilizzo di Diop, il migliore in campo, e l’esordio assoluto di Bocchino, che ha realizzato il gol del vantaggio con un rimpallo fortuito su respinta di Ursini. Dopo la rete, tutti i giocatori sono corsi ad abbracciare Ronci. Tradotto: la squadra è con l’allenatore e il gruppo è unito.
Lo si era capito anche prima del fischio d’inizio, quando il Chieti si è riunito in cerchio in mezzo al campo per ricompattarsi dopo una settimana durissima.
La partita? Nel primo tempo il Giulianova ha fatto fatica pure a superare la linea di centrocampo e non ha mai tirato in porta. Il Chieti ha prima sbloccato il punteggio con Bocchino, poi ha colpito il palo interno con un colpo di testa di Scintu, vicino al raddoppio anche al 23’. L’espulsione di Gallo non ha cambiato il copione della partita.
Nella ripresa, Giorgini ha messo dentro un attaccante (Di Stefano) al posto di un centrocampista (Silvestri) ed è passato al 4-3-3. Ma, se si toglie una ghiotta occasione di Giampaolo in contropiede e un colpo di testa di Di Stefano, il Giulianova non ha mai dato l’impressione di poter segnare. Il Chieti, passato a un 4-3-2 con l’inserimento di Cresto, va vicino al raddoppio con Dos Santos (miracolo di Ursini) ma non riesce a chiudere la partita. E lo fa solo al primo dei 4’ di recupero, approfittando di tutti i limiti del Giulianova: la squadra di Giorgini, nonostante la superiorità numerica, prende il secondo gol in un’azione di contropiede in cui c’erano quattro giocatori in maglia neroverde contro uno in giallorosso. La rete è di Varone, che esulta in maniera polemica e rabbiosa, tirando un calcio al cartellone pubblicitario. Evidentemente, il centrocampista napoletano non ha gradito l’esclusione dall’undici titolare.
Ma la rivoluzione di Ronci e gli allenamenti alle 6 di mattina hanno dato i loro frutti e sembrano aver svegliato i neroverdi. Sembrano, perché adesso si attendono test più attendibili. E non basta di certo una vittoria con un Giulianova allo sbando per certificare la rinascita del Chieti.
Giammarco Giardini
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