La prima volta del Paterno al lavoro per l’Eccellenza

La frazione di Avezzano festeggia un traguardo mai raggiunto prima d’ora L’appello del presidente Di Gregorio: «Adesso il paese deve starci vicino»
AVEZZANO. A volte anche i miracoli sono frutto della programmazione e delle idee chiare. Il miracolo, calcisticamente parlando, è quello che è riuscito al Paterno, che nello spareggio di domenica scorsa a Notaresco, battendo per 3-0 la Torrese, ha conquistato per la prima volta nella sua storia il diritto a giocare in Eccellenza. Un traguardo prestigioso per la piccola frazione di Avezzano (2300 abitanti), e un obiettivo raggiunto grazie alla lungimiranza di un presidente che quando si mette in testa qualcosa prima o poi la ottiene. Il massimo dirigente nerazzurro si chiama Angelo Di Gregorio, un imprenditore che da anni opera nel campo dell’ortopedia e che è approdato in questo sodalizio nel 2007, inizialmente per dare una mano ai compaesani. Ma poi la passione ha preso il sopravvento e in breve si è ritrovato in prima persona a programmare traguardi sempre più ambiziosi.
La storia del Paterno, per certi versi, ha anche risvolti da libro Cuore, perché se oggi l’Avezzano ha avuto la possibilità di battersi per conquistare un posto in serie D, molto lo deve proprio alla sua piccola frazione. Era infatti il 1999 e per le note vicende legate al crac del gruppo Angeloni l’Avezzano era scomparso dal panorama calcistico, nel quale poté tornare per gradi, grazie al titolo di Prima categoria gentilmente concesso dal Paterno. Altri tempi e altre storie. Oggi i nerazzurri possono festeggiare in proprio per il raggiungimento di un traguardo storico, ma il presidente Di Gregorio non fa fatica a ricordare l’episodio del decisivo rigore contro la Torrese. «Ancora adesso dico che, in quella circostanza, siamo stati baciati dalla buona sorte, perché se il direttore di gara non avesse fischiato in nostro favore, probabilmente nessuno di noi avrebbe protestato e la possibilità di andare ai calci di rigore sarebbe stata molto più che un’ipotesi».
Il patron nerazzurro ci tiene anche a ricordare il momento della svolta, quando a gennaio pensò di affidare la squadra, che era seconda in classifica, al nuovo tecnico Fabio Jodice. «È stata una decisione sofferta, perché, fino a quel momento, Piero Di Paolo aveva comunque ottenuto buoni risultati, ma ho avvertito che qualcosa non girava più per il verso giusto e ho fatto una scelta che al momento poteva sembrare azzardata».
I fatti, però, gli hanno dato ragione e a celebrare il trionfo è stato proprio il nuovo tecnico Jodice. «Quando il presidente mi fece la proposta», osserva il tecnico, «non ho avuto dubbi, ma oggi mi sento in dovere di ringraziare chi mi ha preceduto nel lavoro, perché ho ereditato un gruppo in buone condizioni di forma. Di mio ho cercato di portare il giusto entusiasmo, facendo capire ai giocatori che l’occasione per il grande salto non potevamo farcela scappare. Con enormi sacrifici, visto che siamo arrivati ad allenarci anche cinque giorni alla settimana. Il risultato finale è il giusto premio ai nostri sforzi».
Chiusura con il presidente: «Sono consapevole che il difficile incomincia adesso, e per questo mi rivolgo ai miei compaesani, perché capiscano il valore di questo traguardo, e ci stiano più vicini nei mesi a venire».
Plinio Olivotto
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