La Reggina è troppo forte per il Teramo

La capolista segna subito, soffre per venti minuti la reazione biancorossa, poi controlla la partita e prende il largo
TERAMO. Niente da fare, la Reggina è di un altro pianeta. Il Teramo rimedia una batosta difficile da dimenticare, anzi da non dimenticare affatto, perché dà la misura di quanto la società (sul mercato) e lo staff tecnico (sul campo) debbano ancora fare per avvicinare la squadra al livello di chi aspira alla serie B. Dopo i sofferti pareggi strappati a Ternana e Bari, lo 0-3 rimediato dalla corazzata amaranto suona come una sentenza: il Teramo non è ancora tra le big del girone, quindi deve rimettere i piedi per terra, lavorare e pensare a difendere la permanenza in zona playoff.
Il punteggio di ieri può apparire severo, visto che sullo 0-1 il Teramo ha avuto venti minuti di fuoco nei quali ha messo in difficoltà la capolista e sfiorato il pareggio. La facilità con cui la Reggina ha tagliato a fette la difesa biancorossa sia sul primo che sul secondo gol, però, è il nocciolo duro della partita: dice che la fase difensiva del Teramo è ancora gravemente insufficiente. Quanto alla fase offensiva, dopo la sfuriata di cui si è detto è stata altrettanto carente. Nella ripresa, salvo una traversa scheggiata da Minelli al 91’, il Teramo non è mai stato pericoloso, mentre la Reggina legittimava il 2-0 con un palo e una traversa e si prendeva il lusso di fare il terzo gol. Tedino ha attinto dalla panchina forse troppo tardi, peraltro cambiando poco sul piano tattico. Insomma, è come se la partita vera fosse durata solo un tempo.
La sfida, giocata davanti a un bel pubblico (record stagionale di paganti), nel primo quarto è aperta e avvincente. La Reggina sfonda sul lato sinistro biancorosso già al 5’: cross di Rivas dal fondo e testa di Reginaldo, tutto solo sul secondo palo, per lo 0-1. Teramo subito vicino all’1-1 all’8’: Mungo ruba palla, Costa Ferreira dal limite costringe Guarna alla respinta in tuffo, arriva Bombagi che in corsa centra la traversa. Al 18’ l’altra occasione biancorossa: bell’inserimento di Ilari e assist morbido per Mungo che sottoporta è anticipato in extremis da Rossi. In questa fase la Reggina non riesce a uscire dalla sua metà campo e soffre la pressione alta, uomo contro uomo, del Teramo, che trova in Magnaghi un pivot offensivo di livello. Ma gli uomini più tecnici, Costa Ferreira e Bombagi, non sono in giornata. Inoltre, ogni volta che gli amaranto oltrepassano il centrocampo sono guai per una difesa biancorossa che, mal protetta, denota limiti imbarazzanti. Al 19’ Corazza su errore di Piacentini spara alto da pochi passi, al 39’ Rolando costringe Tomei alla deviazione. Il Teramo nel finale di tempo è sulle gambe e si fa infilare di nuovo, stavolta sulla propria destra, al 44’: cross dal fondo di Rolando, il bomber Corazza (tutto solo, ma và...) gira dentro di testa.
La ripresa è un confuso assalto del Teramo, con Tedino che sgancia Mungo dalla fascia mandandolo a fare la seconda punta e poi, al 25’, mette dentro Minelli e Martignago con Costa Ferreira playmaker per un 4-3-3 che non produce nulla. Peraltro, la scelta di sacrificare Mungo e Arrigoni invece che Bombagi e Costa Ferreira suscita molte perplessità. Nel frattempo la Reggina mette forze fresche di livello, colpisce un palo con Loiacono di testa al 15’ e una traversa con una bomba di De Rose al 27’. Quando al 35’ ancora Loiacono, ancora di testa e quasi dal limite dell’area, trova lo 0-3 su angolo di Bellomo, cala il sipario e il Bonolis comincia a sfollare in anticipo. Non è ancora tempo di sogni di gloria, il Teramo deve lavorare duro e crescere tanto.
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