La Roma vince, i tifosi perdono

5 Aprile 2015

Decide Pjanic, il Napoli sbatte sul muro dell’ex De Sanctis. La curva sud contro la mamma di Ciro

ROMA. Il derby del sud alla Roma che consolida il secondo posto in classifica e ricaccia il Napoli a meno nove punti. Non c’è stato il sorpasso della Lazio, vittoriosa a Cagliari, perché i giallorossi hanno centrato il secondo successo di fila grazie alla rete di Pjanic al 25’ del primo tempo. La Roma è tornata a vincere all’Olimpico dopo 125 giorni di astinenza, mentre il Napoli ha infilato la quarta sconfitta consecutiva in trasferta. Praticamente un addio alla qualificazione diretta alla Champions League. Ma, a questo punto, anche centrare la terza piazza diventa un’impresa. Una Roma ritrovata quella che è tornata al successo casalingo, grazie anche alle parate del portiere di Guardiagrele Morgan De Sanctis, decisivo in più di un’occasione.

«Quale è stata la parata più difficile? Io faccio sempre fatica a parlare di quello che è il mio lavoro. Non mi interessa»,ha detto il portiere giallorosso, «anche se a 38 anni dovrei iniziare a parlarne un po'... Magari qualcuno non se ne accorge cosa vuol dire fare il portiere, in maniera pulita ed essenziale».

Gongola Rudi Garcia. «L’obiettivo era iniziare forte e poi restare ben organizzati in difesa», ha spiegato il tecnico della Roma, «perché sapevamo che gli attaccanti del Napoli hanno grande qualità. Dovevamo sfruttare quindi il contropiede e lo abbiamo fatto abbastanza per vincere. Peccato non averla chiusa con il secondo gol, ma faccio i complimenti ai ragazzi perchè era difficile e molto importante vincere».

Mastica amaro Rafa Benitez. «Abbiamo fatto una buona prestazione», sostiene il tecnico spagnolo, «ci è mancato solo il gol grazie anche alle parate di De Sanctis. La Champions? Ora mancano 9 partite alla fine, non sarà facile. Diventa molto difficile, anche contro chi gioca una sola partita alla settimana. Ma se giochiamo come oggi (ieri, ndc) possiamo vincerle tante. La Roma ha un vantaggio perché è seconda e non gioca più in mezzo alla settimana».

L’altra partita. E’ quella che si è giocata sugli spalti in un Olimpico blindato per via della rivalità tra tifosi giallorossi e napoletani dopo quanto successo nella Capitale lo scorso maggio prima della finale di Coppa Italia tra partenopei e Fiorentina. In quegli scontri, tra napoletani e romanisti, morì Ciro Esposito, colpito da un colpo di arma da fuoco. Ieri i tifosi partenopei hanno ricordato Ciro con uno striscione: “Ciro per sempre”. Uno striscione simile era stato esposto prima a Saxa Rubra, dove si erano raccolti i supporter provenienti da Napoli.

Di tutt’altro tenore la risposta della curva sud giallorossa. “Che cosa triste, lucri sul funerale con libri e interviste”. Una lenzuolata dedicata ad Antonella Leardi, madre di Ciro, che di recente ha presentato il libro “Ciro vive”. E poi ancora: “C’è chi piange un figlio con dolore e moralità e chi ne fa un business senza dignità. Signora De Falchi onore a te”. L’accompagnamento musicale sono i soliti cori anti-napoletani. “Vesuvio lavali col fuoco” il più gettonato. La domanda sorge spontanea: chi ha fatto entrare gli striscioni? Ora la Roma rischia di dover giocare a porte chiuse.