La serie A perde seguito ma il Pescara piace

I biancazzurri vanno alla grande davanti al piccolo schermo e dal vivo
PESCARA. Il Pescara tira, la serie A no. Fiumi di soldi, investimenti e plusvalenze da capogiro, i cinesi invadono il campionato italiano, ma la serie A non tira più come un tempo. Stadi sempre più vuoti, crollo degli abbonati e anche dei telespettatori. Dunque, meno gente allo stadio e davanti alla televisione. L'appeal della massima serie è sempre più in calo secondo alcuni dati emersi in questo primo scorcio di stagione. E' del -4%, per esempio, la percentuale di perdita d'ascolti complessivi dal 2012-2013 al 2014-2015.
Un dato preoccupante, che fa il paio con l'occupazione media degli stadi, sempre più vuoti. Tra le big, solo la Juventus e l’Inter riescono in qualche modo a bloccare l'emorragia, ma per gran parte delle altre i dati sono in pericolosa discesa. Insomma, il pallone piace sempre meno agli italiani e la fuga dalla A preoccupa anche le televisioni, con l'audience totale in picchiata. E all'orizzonte c'è la prossima asta per cedere i diritti del triennio 2018-2021. Un quadro a tinte fosche, ma non per il Pescara, tornato in serie A dopo l’ultima esperienza del 2012-2013. La squadra biancazzurra, infatti, nel suo piccolo, sta facendo registrare dati interessanti. Il tutto per la felicità delle televisioni, ma anche per le casse della società.
Partiamo dagli ascolti tv. Il Delfino in queste prime giornate di campionato ha fatto registrate dei dati positivi, molto positivi. Circa 3 milioni e mezzo di ascolti medi totali, oltre 2 milioni per le gare in casa e circa un milione e mezzo per gli incontri giocati in trasferta. Dati molto importanti, che posizionato i biancazzurri dietro a Juventus, Inter, Milan, Roma, Napoli, Fiorentina, Lazio e Palermo. Un nono posto in classifica da non sottovalutare, anche se nelle prime giornate di campionato i biancazzurri hanno incontrato Napoli e Inter, che hanno sicuramente alimentato i numeri già più che positivi. Il Pescara, però, non tira solo sul piccolo schermo. Sono buoni anche i numeri fatti registrare allo stadio Adriatico e al botteghino. Il club del presidente Sebastiani, infatti, nella graduatoria sull'occupazione media degli stadi è al terzo posto. Il totale complessivo degli impianti della serie A per quanto riguarda l'occupazione è del 55%, il Delfino invece si assesta al 78%. Davanti ci sono Cagliari e Juventus, rispettivamente con l'88 e 95%. Le big del campionato sono tutte dietro il Pescara: Inter (65%), Fiorentina (64%), Roma (43%), Napoli (38%), Milan (37%), Lazio (28%). La speciale classifica è chiusa dal Crotone, con il 3%, ma il dato non può essere preso totalmente in considerazione perché i calabresi hanno giocato le gare casalinghe allo stadio Adriatico, a causa dell'indisponibilità del proprio impianto. Solo domenica contro il Napoli torneranno allo Scida.
Il Pescara nelle cinque gare casalinghe ha una media spettatori pari a 15.528. Numeri importanti per la società biancazzurra, che spicca tra le cosiddette "provinciali, superando anche club importanti e con un bacino più vasto.
Il calcio in riva all'Adriatico tira, e non poco, anche rispetto alla precedente apparizione in serie A, nella stagione 2012-2013. Quattro anni fa, infatti, la media spettatori era più bassa di circa 1.000 unità. Probabilmente la strabiliante cavalcata dello scorso anno, un calciomercato diverso, una campagna abbonamenti intelligente e dai prezzi accessibili, oltre alla conferma di Massimo Oddo in panchina, ha aiutato anche l'operazione "simpatia" che ha portato (e sta portando) sempre più gente sugli spalti dello stadio Adriatico. Contro l'Inter lo stadio era stracolmo; contro il Napoli quasi. Ma anche contro Chievo, Torino e Sampdoria (13.307 spettatori tra paganti e abbonati sabato scorso) il botteghino ha fatto registrare dei dati importanti. Insomma, il popolo biancazzurro sta dimostrando che in serie A può starci a pieno titolo.
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