La serie A spinge il Governo «Torniamo a giocare»

25 Aprile 2020

Il presidente della Lazio Lotito: «Il calcio produce 1,2 miliardi di tasse per l’Erario» La Fifa mette a disposizione 150 milioni di dollari per le 211 federazioni aderenti

ROMA. I giorni passano, il fatidico 4 maggio si avvicina, ma il mondo del calcio è ancora in attesa del via libera. Ci sono un protocollo sanitario e anche un programma di massima per la ripartenza, almeno della serie A, e anche però la sensazione che prima di lunedì non arriveranno indicazioni dal governo, già alle prese con le difficili decisioni sulla Fase 2. E i giorni trascorrono in un'altalena di accelerazioni e frenate. «È una decisione difficile da prendere. Per il calcio non ci sono condizioni di rischio zero, c'è anche un contatto fisico», afferma Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità. Ma dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, arriva chiara la volontà della serie A: per l’industria calcio ripartire è «indispensabile». «Bisogna essere consapevoli dei rischi reali e della situazione del calcio italiano, ma molti parlano senza cognizione di causa. Siamo un’industria che produce un gettito di 1,2 miliardi per l'Erario e se dovesse saltare il meccanismo...», afferma il presidente biancoceleste, bandiera del partito della ripartenza. Un vessillo ammainato intanto dall'Olanda, che per prima in Europa decide di fermare il massimo campionato, la Eredivisie. Non sarà assegnato lo scudetto nè retrocederà alcuna squadra. I posti per le coppe sono decisi in base della classifica attuale. Il nodo sicurezza è decisivo anche in Italia, ma le questioni economiche e di sopravvivenza del sistema, sottolineate da Lotito, sono altrettanto centrali, anche nell'ambito dei vitali rapporti con le emittenti tv. Dazn ha chiesto alla Lega Serie A una dilazione dei pagamenti per i diritti del campionato, mentre continuano i contatti per individuare la migliore soluzione possibile per ribilanciare la situazione causata dallo stop della stagione. La Lega ragiona su questo nodo complicato ma anche sui calendari, avendo ora una data teorica di chiusura campionato, fissata al 2 agosto, che concede più ampi margini di manovra. Per gli allenamenti, sostiene il presidente della Samp, Massimo Ferrero, non si partirà però il 4 maggio, «ma forse l'11 o il 18» e i tempio rischiano di essere risicati, con partite ravvicinate e una nuova stagione incombente e che a giugno prevede gli Europei. «Stiamo seguitando a prenderci in giro», avverte il patron blucerchiato, «finché qualcuno non ci dice che è uscito un vaccino e siamo tutti sereni. È meglio rimboccarci le maniche per fare una grande stagione l'anno prossimo».
Sul tema, piuttosto complesso, dei controlli sembra più probabile che ciascun club stringa accordi con un ospedale o laboratorio locale, per evitare problemi logistici. La Roma avrebbe già individuato un accordo pilota, per costi e modalità, e non sarebbe il solo club disponibile a sostenere costi aggiuntivi per la comunità, oltre quelli a suo carico per giocatori e staff. Per alleviare le serie difficoltà economiche del sistema, la Fifa ha intanto dato il via al suo piano di aiuti alle 211 federazioni aderenti, stanziando una prima tranche di finanziamenti per complessivi 150 milioni di dollari.
Angelo Caradonna