la settima giornata

20 Ottobre 2014

MILANO. Emozioni e gol per una sfida tesa e nervosa: finisce 2-2 tra Inter e Napoli con un finale davvero al cardiopalmo. I partenopei deludono nel primo tempo e reagiscono nel secondo, vanno in...

MILANO. Emozioni e gol per una sfida tesa e nervosa: finisce 2-2 tra Inter e Napoli con un finale davvero al cardiopalmo. I partenopei deludono nel primo tempo e reagiscono nel secondo, vanno in vantaggio per due volte grazie a Callejon e per due volte si fanno raggiungere grazie alle reti di Guarin ed Hernanes. Pari anche il conto dei legni, uno per parte. L'Inter va a quota nove e il Napoli a undici.

Per entrambe le squadre la crisi è più lontana, ma non è assolutamente scongiurata. È una partita nervosa perché nessuno può sbagliare: Walter Mazzarri non è all'ultima spiaggia, ma sa che ulteriori passi falsi non sarebbero perdonati. Anche Benitez non naviga in acque tranquille. Due allenatori in difficoltà che affrontano il loro passato per riuscire a esorcizzarlo e due diverse storie. Identica invece l'accoglienza che ricevono da San Siro: fischi sonori quando lo speaker pronuncia i loro nomi. In tribuna Moratti e Thohir: il presidente - poco prima del fischio di inizio - ribadisce la propria fiducia al tecnico toscano ricordandogli però l'obbligo di centrare l'obiettivo Champions. Inter e Napoli hanno molto da lavorare: i partenopei pagano un primo tempo davvero da dimenticare mentre i nerazzurri continuano ad avere pericolose distrazioni difensive. L'uomo chiave è sempre Kovacic.

Qualche miglioramento c'è anche se la svolta deve ancora arrivare: alla fine un buon punto per entrambe le squadre, Benitez e Mazzarri possono rifiatare. «Mazzarri è davvero sfatto, non aveva più energie. Faccio fatica ad averne io, figuriamoci lui. Il tecnico si scusa, era molto nervoso e non se la sentiva«. Così, il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, intervenuto in tv al posto di un Mazzarri «molto stanco», ha commentato il pareggio interno con il Napoli. «È stato un 2-2 bellissimo da tanti punti di vista. Un primo tempo giocato alla grande sotto il punto di vista tattico e tecnico. Nel secondo tempo era normale che venisse fuori una squadra come il Napoli, ma sono stati 45 minuti abbastanza equilibrati. Un secondo tempo all’inglese». Ausilio però non vuole sentir parlare di un Mazzarri che «ha saldato» la panchina con questo pareggio: «In Italia si è troppo abituati a questo tipo di discorsi. Noi siamo tutti uniti: presidente, società, allenatore, squadra». Vidic ha sbagliato anche ieri, da una sua spizzata di testa è arrivato l’1-0 di Callejon. «Su quella rete, però, accanto a lui però c’erano altri compagni che potevano rimediare. E poi nel complesso i suoi 95 minuti sono stati grandissimi. Ieri eravamo un po’ in emergenza. A destra, per esempio, si sono alternati due giocatori giovani come Obi e Mbaye. Un’emergenza che è nata dalle nazionali, speravamo di recuperare qualche giocatore e invece abbiamo perso Nagatomo e Osvaldo e recuperato in extremis Kovacic e Medel».

Anche il cileno non ha entusiasmato: «Lo abbiamo acquistato come centrocampista anche se in Nazionale gioca da difensore. La nostra idea di calcio prevede un giocatore in mezzo con queste caratteristiche. Al centro preferiamo avere un mediano di interdizione con due mezzali di qualità come Hernanes e Kovacic. Il gioco può passare anche da altri piedi».