LA SQUADRA C’E’ BASTA POCO PER MIGLIORARLA

27 Luglio 2015

di ANTONIO DE LEONARDIS Se il campionato fosse già al via il Pescara giocherebbe così: 4-3-1-2 il modulo con Fiorillo tra i pali, Zampano, Fornasier, Bunoza e Rossi in difesa, Memushaj, Torreira e...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Se il campionato fosse già al via il Pescara giocherebbe così: 4-3-1-2 il modulo con Fiorillo tra i pali, Zampano, Fornasier, Bunoza e Rossi in difesa, Memushaj, Torreira e Paolucci a centrocampo, Valoti trequartista, Sansovini e Lapadula in attacco. Principali alternative Mignanelli e Zuparic in retrovia, Mandragora, Selasi e Bruno in mezzo al campo, Esposito e Mitrita alle spalle delle punte, Caprari, Cappelluzzo e Vukusic in avanti e con gli stessi Valoti, Caprari, Zuparic, Esposito e Bruno in grado di coprire con profitto ruoli diversi nell'undici base. Una squadra di buon livello già così, come del resto aveva lasciato intendere lo stesso Oddo alla vigilia della prima uscita di Pizzoferrato quando non era stata ancora definita, tra l'altro, l'operazione con il Verona per il ritorno di Zampano e l'arrivo del centrocampista figlio d'arte e del giovane attaccante.

E che il tecnico non bluffasse lo si è capito appunto assistendo alle due amichevoli fin qui disputate. Risposte positive, sul piano tecnico, dai nuovi arrivati, in più un'identità di squadra e di gioco che è già un punto di partenza importante e che attesta anche il buon lavoro fin qui svolto dal gruppo assieme al tecnico e al suo staff. Un Pescara propositivo che comincia a impostare la manovra già dalle retrovie, evitando lanci lunghi e finalizzando il possesso palla alla ricerca degli spazi per punte ed incursori. Andando avanti con la preparazione arriveranno tenuta e velocità, il resto lo dovrà fare il mercato con quelle poche operazioni che la società sta portando avanti seguendo le indicazioni dell'allenatore. Il primo obiettivo è una punta che abbia caratteristiche diverse rispetto agli attaccanti attualmente in organico. La soluzione Calaiò (141 gol in carriera, uno meno di Sansovini) è affidabile ma lo è altrettanto quella che porta a Falcinelli, giocatore altrettanto gradito all'allenatore; l'altro innesto importante sarebbe quello di una mezz'ala di qualità e di discreta esperienza (Sciaudone e Verre i profili più seguiti) il cui arrivo potrebbe giovare allo stesso Paolucci per una maturazione senza assilli. Resterebbe a questo punto solo la questione Salamon, legata non solo alle decisioni della Sampdoria ma anche, e soprattutto, alle scelte del procuratore Raiola che al momento sembra orientato a dirottare il giocatore in altri campionati d'Europa. Resterebbe poi l'ultimo nodo, non meno importante che è quello di arrivare al via del campionato con un organico ridotto di diverse unità rispetto a quello attuale. In un recente passato situazioni di questo tipo hanno creato più problemi che vantaggi, d'obbligo tenerne conto.

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