La squadra intitolata a chi combattè per Ortona

30 Novembre 2015

In Terza categoria c’è la Victoria Cross dal nome dell’onorificenza al capitano canadese Paul Triquet

ORTONA. Del Canada “figurato” hanno ripreso quasi tutto: il bicolore bianco e rosso della bandiera; il maple leaf (la foglia d’acero) con 11 punte - come il numero dei calciatori in campo - impresso su maglie, tute e borse; il nome della squadra, la dedica al capitano Paul Triquet; la vista di Casa Berardi che fa da sfondo alla foto ufficiale dei calciatori. E poi l’eroismo della compagnia C del 22° reggimento canadese appoggiata dallo squadrone C dell’Ontario Regiment. Il tutto per affrontare un campionato di calcio di Terza categoria, girone A, con un auspicio-dedica: fare sport in maniera pulita. E anche con un motto: “La storia non si dimentica, figuriamoci quella della propria città”.

Con queste motivazioni, quattro amici di Ortona hanno costituito la scorsa estate la società di calcio Victoria Cross Ortona, in onore del capitano canadese Paul Triquet, che liberò la città adriatica dai tedeschi nella Seconda guerra, nei fatti del 20-28 dicembre 1943 che causarono migliaia di morti tanto da ribattezzare Ortona la “Stalingrado d'Italia” . La Victoria Cross, infatti, è la più alta onorificenza militare assegnata per il valore mostrato “di fronte al nemico” ai membri delle forze armate di alcune nazioni del Commonwealth e di alcuni territori dell’ex Impero britannico. Fu introdotta il 29 gennaio 1856 dalla Regina Vittoria per ricompensare le azioni valorose durante la Guerra di Crimea.

E Piquet ricevette quella medaglia per il “...cospicuo coraggio, o per audacia o importanti atti di valore o auto-sacrificio, o estrema devozione al dovere in presenza del nemico” in occasione dei fatti di Ortona.

«Abbiamo creato questa società», spiega il direttore generale, Giampiero Misci, «grazie alla “follia” di quattro amici. L’abbiamo chiamata “pazzia” perché fare calcio di questi tempi non è cosa semplice. Ma c’è tutta una serie di motivi: la passione che abbiamo in comune per questo sport ma, soprattutto, verso uno sport sano e pulito dove il nostro codice etico è un marchio di fabbrica. E poi abbiamo scelto il nome Victoria Cross in onore del capitano Triquet che, con pochi sopravvissuti del suo plotone, riuscì a difendere Casa Berardi fino all’arrivo dei rinforzi salvando così la vita a molti nostri concittadini ortonesi. Per questo fu insignito della Victoria Cross. Per ringraziarli ancora, a distanza di oltre settant’anni, i nostri colori sociali sono quelli bianco e rosso in onore del Canada».

Questi i dirigenti della società Victoria Cross: presidente, Luca Di Nenno; vicepresidente, Francesco Tenisci; direttore generale, Giampiero Misci; allenatore, Pasquale Leonelli. La rosa: portieri, Arcangelo Caravaggio, Nicola Di Leve; difensori, Andrea Pacaccio, Valerio Cerloj, Alessio Menna, Stefano Romano, Giammaria Fuschi Canzano, Damiano Buccelli, Francesco Tenisci; centrocampisti, Andrea Dell'Olio, Giordan Vitale, Arben Hamza, Daniele D'Alessandro, Mirko Foderà; attaccanti: Luca Di Nenno, Ilario Di Nenno, Nicola Sanvitale, Cheikh Dieng Elhadji, Daniele Mattucci.

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