La squadra non va sotto la curva, furiosi gli ultrà

In cinquanta si radunano all’uscita degli spogliatoi e “processano” i giocatori Il vice presidente Cimini: «Momento difficile, dobbiamo ricompattarci»
TERAMO. Nel dopogara esplode la rabbia degli ultrà. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il mancato saluto della squadra, sotto la curva, al termine dell'incontro. Una situazione del genere, nell'era Campitelli, non si era mai vista. Una cinquantina di tifosi, alle 16.35, si ritrova all'interno del parcheggio dello stadio, davanti all'uscita degli spogliatoi, e comincia a manifestare il proprio disappunto con toni forti all'indirizzo dei giocatori. Si vivono attimi di tensione. Il primo ad affrontare la situazione è il presidente Luciano Campitelli, che resta a colloquio per qualche minuto con alcuni ultrà. Poi arrivano i giocatori, guidati da capitan Speranza, Caidi e Sansovini, e partono i cori "Andate a lavorare", "Il Teramo siamo noi" e "Uscite a mezzanotte". Un ultrà urla alla squadra: «Dovete onorare la maglia, tirate fuori gli attributi ! Abbiamo 103 anni di storia alle spalle». Anche il tecnico Federico Nofri si intrattiene per diversi minuti con i tifosi. La contestazione termina dopo mezz’ora, ma il clima intorno ai biancorossi resta pesante. Campitelli, con aria sconsolata, preferisce non rilasciare dichiarazioni.
A presentarsi in sala stampa è invece il cugino e vice presidente, Ercole Cimini: «E' il momento più difficile da quando siamo a Teramo», dice, «questa contestazione nasce per motivi che potevano sicuramente essere evitati. Bastava fare 20 metri in più, andando sotto la curva, e non succedeva niente». Ma come se ne esce da questo momento? «Dobbiamo ricompattare lo spogliatoio, soprattutto sotto l'aspetto mentale», risponde Cimini, «e vogliamo capire se intervenire in modo forte o ragionevole. Il presidente sarà molto più vicino alla squadra, soprattutto nei confronti degli elementi caratterialmente più deboli, cercando di trovare la cura giusta per risollevarci. Luciano (Campitelli, ndc) soffre per questa situazione, ma l'ho visto grintoso e con un atteggiamento paterno verso i ragazzi. La classifica, d'altronde, parla chiaro. La salvezza diventa l'obiettivo primario e lavoreremo tutti in questa direzione. La rosa è questa e bisogna farla rendere più di quanto stia facendo adesso».
Gaetano Lombardino
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