La stoccata di Abodi: «Il caso Lanciano? Un pateracchio evitabile»

31 Maggio 2016

A poche ore dalla sentenza del collegio di garanzia, nuovo intervento del presidente della Lega B sul processo alla Virtus

LANCIANO. «Il caso Lanciano? Un pateracchio evitabile». Nuovo intervento di Andrea Abodi sull'intricata vicenda giudiziaria che coinvolge i rossoneri. Queste le parole pronunciate dal presidente della Lega B ai microfoni di “Radio anch'io sport”. Una presa di posizione decisa, in attesa della sentenza definitiva del collegio di garanzia del Coni che ci sarà domani. «Era possibile evitare tutto questo», ha aggiunto Abodi, «rispetto a fatti oggettivi è difficile accettare la soggettività di giudizio, che oltretutto è contraddittoria da un grado all'altro. È importante che i parametri di valutazione siano uguali».

Il club frentano spera che non ci siano sorprese e che i ricorsi portino al massimo due punti di penalizzazione che consentirebbero comunque la disputa del play out contro la Salernitana (se fossero tre contro i campani giocherebbe il Livorno). In casa Virtus si cerca di mantenere alta la concentrazione. Per Federico Bonazzoli sarà l'occasione dell'anno. Mancherà Nicola Ferrari per squalifica, e il peso dell'attacco ricadrà tutto sulle sue spalle. È un'opportunità che l'attaccante di Manerbio non può farsi sfuggire al termine di un girone di ritorno tra luci e ombre. Più ombre che luci a dire il vero, soprattutto dopo la vampata del 13 febbraio, quando gli bastò un quarto d'ora per mettere al tappeto il Modena con una prodezza da cineteca. Quell'eurogol si pensava dovesse spianargli la strada. Invece no: quella rete è rimasta l'unica stagionale, e delle 13 presenze con la Virtus solo una è stata dal primo minuto, a Como. Tra l'altro quella chance, offerta in un turno infrasettimanale, Bonazzoli non l'ha neanche sfruttata fino in fondo: al Sinigaglia non ha fatto faville, tanto che al 77' è stato sostituito.

Così è andato avanti tra uno spezzone di secondo tempo e l'altro: dopo Como due panchine di fila e quindi cinque apparizioni nei secondi tempi. Se meritava più fiducia deve farlo vedere ora, nel momento cruciale della stagione: con la Salernitana si giocano due partite (4 e 8 giugno) da dentro o fuori.

Di certo Bonazzoli ha scontato l'ottimo momento di forma di Ferrari, tornato ai suoi livelli migliori proprio da febbraio; forse ha subito il contraccolpo psicologico di chi si aspetta qualcosa in più. Del resto a Lanciano Bonazzoli era arrivato in pompa magna, e su di lui erano riposte grandi speranze. Non per niente ha preso la maglia numero 10, quella che di solito indossa chi fa la differenza, appena lasciata libera da Antonio Piccolo, che aveva tenuto a galla la Virtus nel girone di andata. Le credenziali erano delle migliori: passaggio a suon di milioni dall'Inter alla Sampdoria con gli occhi della Juventus addosso; campione e capocannoniere al Viareggio 2015 coi nerazzurri (sua la doppietta che eliminò il Pescara ai quarti); esordio a 16 anni in Serie A, dove conta 9 presenze tra Inter e Samp, che lo hanno schierato anche in Europa League; fino al 2014 convocato tutti gli anni in nazionale dall'Under 15 in poi. Evidentemente, che fosse nella testa o nella gambe, qualcosa non ha funzionato. Almeno finora: la sorte, però, gli ha riservato un jolly da sfruttare a tutti i costi

Andrea Rapino

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