LA VIRTUS ENTELLA, STORIA PICCOLA E BELLA

16 Dicembre 2019

Allora non era un fuoco di paglia. Non era un’illusione di fine estate e una specie di fisiologica coda della promozione di un paio di mesi prima dalla C. Lì, qualcosa avevamo già visto e, adesso che...

Allora non era un fuoco di paglia. Non era un’illusione di fine estate e una specie di fisiologica coda della promozione di un paio di mesi prima dalla C. Lì, qualcosa avevamo già visto e, adesso che gli strati del campionato si stanno assestando, le sue cose buone la Virtus Entella le sta mostrando di nuovo.
Il quarto posto in classifica è una seconda e più matura fioritura e, a leggerci dentro, è anche una diretta e logica conseguenza delle mosse dell’allenatore Roberto Boscaglia. Aveva cominciato con la difesa a quattro e con il trequartista dietro le due punte: tre vittorie consecutive e tutti a parlare dei biancocelesti di Chiavari.
Poi qualche passaggio a vuoto e, allora, un po’ per urgenze, un po’ per la voglia di cambiare, la virata tattica verso il 3-5-2 ma con il magrissimo risultato di una sola vittoria nelle successive dieci gare.
Fermi tutti: “Torniamo al 4-3-1-2!” e se, nel calcio, la casualità è un fattore ma le strategie e l’intelligenza di un allenatore pure, altre tre vittorie sono sbocciate una dopo l’altra: triplo 2-0, contro Juve Stabia, Pisa ed Empoli. Ed energica arrampicata in zona play off. Giocando senza il suo capitano, Luca Nizzetto, infortunato, e senza Matteo Mancosu, il bomber della prima ora, scivolato all’indietro nelle gerarchie dell’allenatore e, invece, lanciando ragazzi giovani e con un sacco di belle prospettive come Federico Bonini e Massimo De Luca che sabato ha segnato il suo primo gol in serie B.
A pochi chilometri di distanza, Sampodoria e Genoa sbuffano e sono piene di preoccupazioni, la squadra piccola della provincia corre veloce, perché grande e chiara continua ad essere l’idea che la sostiene, nella sua solidità e nella sua organizzazione societaria.
Boscaglia usa il megafono per ripetere a tutti e sempre che «l’obiettivo è arrivare il prima possibile alla quota salvezza» ma, a tre giornate dalla fine del girone d’andata, starsene lì a giocarsela con le prime è già tanto. Adesso che è quasi Natale ma che sembra agosto.
* giornalista Sky Sport
©RIPRODUZIONE RISERVATA