La Vista rialza L’Aquila: lotteremo fino alla fine
Rossoblù fischiati e contestati: a partire da domenica da Sassari vietato fallire Malumore anche a Vasto, il patron Bolami: «Pago regolarmente, chiedo dignità»
Fischiata e contestata. Lo scialbo pareggio con il modesto Città di Castello, ultimo in classifica e con 15 fuoriquota in distinta di cui 7 titolari, ha allontanato L'Aquila dalla vetta (-6) e ha scatenato il malumore dei tifosi rossoblù. A fine partita sono piovuti fischi dalla tribuna e gli ultrà hanno respinto il saluto dei giocatori. Le assenze di Russo, Peluso e Bonvissuto, le precarie condizioni di Mallus e Minincleri e l'ostruzionismo degli avversari non bastano per giustificare la brutta prestazione e un passo falso che compromette, forse definitivamente, la corsa al primo posto. Il giorno dopo, Giorgio La Vista difende la squadra. «Non ci meritiamo i fischi», spiega il capitano dell'Aquila, «accettiamo le critiche, ma non le condividiamo. Non dobbiamo dimenticare che questa è una squadra nuova, partita in estate da zero. Il progetto tecnico dell'Aquila è vincente, ma per vincere ci vuole pazienza. Dispiace essere fischiati perché L'Aquila calcio rappresenta il traino per il rilancio della città. Stiamo facendo un buon lavoro, abbiamo gli stessi punti del girone d'andata e dobbiamo pensare positivo». Ma quelli con il Città di Castello sono due punti persi che potrebbero costare caro. «Non è stata una bella partita, ma non è facile affrontare squadre che si difendono con dieci giocatori dietro la linea della palla. Abbiamo giocato in una sola metà campo, ma in partite come queste, se non la sblocchi subito, diventa tutto più difficile. Ci è mancato il guizzo vincente». Il Rieti continua a vincere e sale a +6 sull'Aquila che non approfitta delle sconfitte di Monterosi e Arzachena e resta quarta. «Noi crediamo ancora alla vittoria del campionato», dice La Vista, «sei punti non sono pochi, ma neanche tanti. Mancano dieci giornate e può succedere ancora di tutto. Noi continuiamo a lavorare e a dare il massimo. Serve, però, anche l'entusiasmo di tutto l'ambiente, altrimenti abbiamo perso in partenza». Domenica L'Aquila giocherà a Sassari contro la Torres (penultima) e deve vincere per approfittare dello scontro diretto Arzachena-Rieti e scalare posizioni. Tornerà a disposizione l'attaccante Russo, indispensabile per gli equilibri della squadra.
Non è un buon momento nemmeno per la Vastese, sempre più in crisi. La squadra, dopo la sconfitta di Campobasso, la quarta consecutiva, è stata contestata dai tifosi al rientro dalla trasferta molisana. Domenica sera una cinquantina di sostenitori biancorossi ha atteso i giocatori davanti allo stadio Aragona e con toni decisi hanno chiesto a Prisco e compagni di onorare la maglia e di tornare subito alla vittoria che manca dall'11 dicembre. «I tifosi hanno le loro ragioni e anche io come loro sto soffrendo per gli ultimi risultati negativi», dice il presidente Franco Bolami, «ma dobbiamo rimanere tutti vicini alla squadra per uscire insieme da questo momento difficile».
La Vastese ammirata nel girone d'andata, capace anche di lottare per il primo posto, è solo un vecchio ricordo. Nemmeno l'arrivo in panchina di Massimiliano Favo ha dato una scossa: per l'ex tecnico del Campobasso, subentrato a Colavitto, zero punti in due partite. E i play off adesso sono sempre più lontani: -5 dal quinto posto, occupato dalla Sammaurese. «Quello che ci sta succedendo è inspiegabile», risponde Bolami, «la squadra è bloccata e non vince da sette partite. Con il Campobasso non abbiamo fatto un tiro in porta. Favo? Non è questione di allenatore, penso che il problema sia mentale. Serve una vittoria per sbloccarci. Domenica all'Aragona con la Vis Pesaro dobbiamo vincere. La squadra non ha più alibi: i rimborsi vengono pagati puntualmente dalla società, quindi adesso voglio i fatti e non le chiacchiere. Voglio un finale di stagione dignitoso».
Giammarco Giardini
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