Lanciano cade dopo il rosso a Bacinovic

7 Settembre 2015

Una buona Virtus tiene il campo fino all’espulsione del centrocampista sloveno nella ripresa, poi decide Castiglia

VERCELLI. Non comincia col piede giusto la stagione della Virtus Lanciano, sconfitta a Vercelli per 2-1. Una gara che ha detto tanto, s’immagina, all’allenatore dei rossoneri, Roberto D’Aversa, il quale ha potuto ricevere ulteriori indicazioni sulla sua squadra. Ha capito che il Lanciano è una buona squadra dalla cintola in giù, mentre non ha ancora il giusto piglio in attacco, dove il solo Ferrari non basta. Partita che però va presa con le molle, perché per oltre metà secondo tempo il Lanciano ha giocato in inferiorità numerica, a causa dell’ingenuo rosso rimediato da Armin Bacinovic. Rispetto a quanto fatto vedere in Tim Cup, il Lanciano è in netta fase di crescita, anche dal punto di vista atletico.

Difesa e centrocampo tengono bene, riescono ad ammortizzare i vari affondi della Pro Vercelli, il cui potenziale offensivo è tutti sulle corsie esterne.

Lo si intuisce subito, dopo neppure trenta secondi, quando Gatto (fratello dell’ex rossonero Leonardo Davide passato al Vicenza) prende palla sulla trequarti e dal limite scarica un violento destro bloccato da Aridità. Ritroverà fortuna poco dopo, forse nell’unica dormita difensiva della Virtus.

Si diceva di una retroguardia e di una mediana che tengono bene, specie sulle fasce. Di Roberto e Gatto, al di là dello spunto in avvio, vengono neutralizzati in maniera impeccabile, il trio della zona nevralgica ha la meglio sui colleghi piemontesi. Ma è in avanti che la formazione di Roberto D’Aversa pecca troppo.

Un peso offensivo che neppure l’ultimo arrivato Ferrari, seppur volenteroso, riesce a dare. E quindi ecco che le uniche occasioni del Lanciano, nel primo tempo, non portano la firma di attaccanti, ma soprattutto si producono all’esterno dell’area di rigore. A rompere gli indugi è Zè Eduardo, la cui conclusione centrale non mette paura a Pigliacelli (19’). Brivido che invece provoca il solito Carlo Mammarella alla mezz’ora: punizione del capitano dal limite dell’area, con la traiettoria morbida che scheggia la traversa.

L’uomo in più dei bianchi, anche se non si vede, è Fausto Rossi, spostato sulla linea della trequarti da Scazzola. Una mossa che sorprende la difesa frentana, presa d’infilata nel finale di tempo da Gatto. Incredibile assolo del giovanissimo attaccante della Pro Vercelli, il quale riceve palla a metà campo, supera come fossero birilli gli immobili (troppo!) Bacinovic ed Aquilanti, si porta la sfera sul destro, il suo piede, e disegna un imprendibile tiro a giro nell’angolo più lontano.

Per ovviare alla mancanza di peso specifico in attacco, D’Aversa all’intervallo cambia: fuori lo spento Rozzi, dentro Lanini. E i miglioramenti si vedono subito, con il pareggio immediato di Ferrari (11’), il quale di prima intenzione corregge in porta l’assist di Zè Eduardo.

Sembra tutto bello per il Lanciano, troppo per essere vero. La squadra gioca meglio rispetto al primo tempo, ma a complicare i piani è il rosso rifilato a Bacinovic che, già ammonito, intercetta col braccio un pallone a metà campo.

D’Aversa si tutela con Paghera per Di Francesco ed un 4-4-1 (Zè Eduardo a destra, Lanini a sinistra) che inevitabilmente fa prendere campo alla Pro. Che a poco più di 10’ dalla fine rimette la testa avanti. La testa è quella del neoentrato Castiglia, che prende il tempo a Mammarella sul preciso cross di Scaglia e batte Aridità. La reazione dei frentani non c’è, nonostante l’ingresso di Padovan ed un assetto tattico più offensivo. I bianchi di Scazzola si difendono bene e rischiano solo su un colpo di testa di Paghera, terminato di poco a lato nel recupero. Finisce con una sconfitta che lascia l’amaro in bocca ai rossoneri. Sabato la prima di campionato al Biondi contro l’Ascoli, ripescato in serie B al posto del Teramo condannato per illecito sportivo.

Danilo Zini