Lanciano, ci pensa Micciché

26 Settembre 2019

Un lampo dell’attaccante stende l’Angizia e permette ai rossoneri di restare in scia al Castelnuovo

LANCIANO. Benissimo il risultato, bene Micciché. Non bene il Lanciano, da dimenticare la partita nel complesso. In ogni caso a caval donato non si guarda in bocca: i rossoneri infilano la terza vittoria consecutiva, sempre grazie a un lampo del folletto che, tre giorni prima, aveva steso l’Acqua&sapone a Montesilvano.
Ma, a parte la vittoria e i numeri di Micciché, c’è poco da salvare di una partita brutta e per larghi tratti noiosa.
Sarà che entrambe le squadre giungono al turno infrasettimanale da una domenica non facile, sarà che l’Angizia arriva rimaneggiata e il Lanciano con pochi cambi obbligati, ma già il primo tempo scorre piatto. Ritmi bassi e pochi affondi, agonismo riservato a qualche entrata poco ortodossa, una manciata di conclusioni senza convinzione: così scorre la gara fino all’unico vero lampo che precede il riposo, quello di Polisena che al 41’ riesce ad avanzare verso la porta e chiama Sinato alla respinta di pugni. Per il resto, si vedono un tentativo di rovesciata malriuscito di Santirocco al 20’, una punizione rasoterra di Quintiliani da una trentina di metri che al 33’ non trova la porta, e un cross a campanile nell’area rossonera al 38’, sul quale Forti esce indeciso e permette a D’Alessio di colpire di testa. Tutto qui. Il Lanciano nel finale di tempo riesce comunque a combinare qualcosina in più: fa maggior possesso palla, abbozza qualche manovra, tiene il baricentro più alto. Nel complesso però cose pericolose negli ultimi metri non se ne fanno granché, mentre dall’altro gli ospiti puntano sul contropiede per rispondere alla pressione dei frentani. Tale resta il canovaccio nella ripresa, fino a quando il lampo di Micciché non squarcia il grigiore del Biondi. In realtà il numero 7 ci aveva già provato in un paio di occasioni senza fortuna: un filtrante di Sassarini in area non agganciato e un esterno di spalle dal limite dell’area piccola. Ma è al 20’ che gli arriva la palla buona quando, largo sulla sinistra, vince un rimpallo (con i marsicani che reclamano il fallo di mani) e va deciso a trafiggere Sinato di giustezza da posizione molto defilata. Gol pesante e bello da vedere, al quale gli ospiti rispondono con un tiro di D’Alessio “sporcato” da un difensore, che al 26’ colpisce la traversa. Più pericoloso Micciché al 33’: punizione forte e tesa che prende l’incrocio dei pali. Nel finale è l’Angizia a fare la partita, tenendo sulle spine i padroni di casa soprattutto nei minuti finali: a ridosso del novantesimo i marsicani creano qualche seria apprensione nell’area frentana con tre corner consecutivi.
Di contro il Lanciano si veste da contropiedista, e legittima il successo con il palo esterno scheggiato da Quintiliani nell’ultimo minuto. I biancazzurri possono ripartire da quanto di buono fatto nel finale di gara, in cui sono stati più propositivi seppur poco concreti, e da una partita che nel complesso hanno giocato in maniera ordinata e diligente.
I frentani dal canto loro hanno comunque di che essere felici: si godono il secondo posto con tre punti strappati senza brillare; però, se alla lunga vogliono reggere lassù, devono fare i conti con un’orchestra che non suona una grandissima sinfonia, e strappa applausi solo quando arriva l’assolo.
Domenica Lanciano di scena a Nereto.
Andrea Rapino
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