Lanciano continua a volare e ipoteca la salvezza

20 Marzo 2016

Sesta vittoria nelle ultime otto gare: Ferrari e Marilungo stendono il Cesena

LANCIANO. La Virtus di Primo Maragliulo non si ferma più: batte il Cesena senza troppi patemi e infila la sesta vittoria su otto partite con l'ex compagno di squadra di Guido Biondi in panchina. Un uragano sulla serie B visto che con il tecnico leccese la Virtus ha conquistato 19 dei 24 punti in palio, una media da promozione.

I tre punti conquistati dai rossoneri contro i romagnoli sono meritati, ma soprattutto arrivano al termine di una gara divisa tra un primo tempo abbastanza equilibrata, e per l'altra metà tenuta in pugno con un'autorevolezza che, in questi termini, era difficilmente prevedibile alla vigilia. In effetti l'incontro non era cominciato con una Virtus particolarmente arrembante: anzi, ai punti i bianconeri hanno probabilmente fatto leggermente meglio nei 45 minuti iniziali. Il Cesena, più che giocare meglio, gioca di più. Se i romagnoli imbastiscono in quantità, la Virtus dal canto suo lo fa con qualità, poiché quando si affila la "catena" giusta i frentani arrivano quasi fino in fondo.

Le azioni migliori nascono quando i piedi buoni di Bacinovic e Vitale, entrambi particolarmente ispirati, fanno le cose più belle.

I padroni di casa sono vulnerabili sulle fasce, da dove il Cesena riesce a farsi pericoloso. Nella squadra di Drago si distingue soprattutto Ragusa, che sulla destra vince decisamente il duello con Aquilanti: l'ex pescarese in 40 minuti va almeno cinque volte alla conclusione, con un paio di tiri da fuori e tre incursioni insidiose che si spengono a pochi metri della porta difesa da Cragno.

I rossoneri alzano gradualmente il baricentro, aumentano la mole di gioco, e infastidiscono Agliardi con un paio di tentativi di Ferrari: un tiro a fil di palo e un colpo di testa debole bloccato dal portiere.

La fase finale del primo tempo è quella migliore per i frentani, quando trovano il gol su calcio di rigore (molto contestato dai romagnoli) assegnato all'ultimo giro di lancette per un contatto tra Perico e Di Matteo, lanciato in area da Marilungo che, come a Salerno, si conferma ispiratore imprescindibile delle azioni migliori dei frentani.

Il tempo di aspettare che lasci il campo Perico, espulso per fallo da ultimo uomo, e Ferrari dal dischetto trasforma la massima punizione. Al rientro in campo, con l'uomo in meno, Drago mantiene la difesa a quattro arretrando Ragusa, che comunque non fa mancare ai suoi l'apporto in fase offensiva. Dal Cesena, che scende al Biondi quinto in classifica, nonostante l'uomo in meno ci si aspetterebbe di più nella ripresa. La formazione di Maragliulo, invece, riesce a sfruttare in maniera perfetta la superiorità numerica: occupa in maniera ordinata tutte le zone del campo, e quando può prova a sorprendere in contropiede gli ospiti. La ripresa serve alla Virtus soprattutto per legittimare il vantaggio e mettere in cassaforte un successo che ci poteva sì stare, ma che alla fine è apparso addirittura scontato.

I rossoneri tengono in mano il pallino del gioco con discreta autorità, e vanno vicini al raddoppio con un'azione bella e prolungata che Vitale conclude con un tiro a giro dal limite che sfiora il palo. Addirittura il Cesena rischia di essere pericoloso in contropiede quando i padroni di casa si fanno prendere la mano dalla manovra offensiva. I romagnoli però rischiano di pareggiare solo sugli sviluppi di un corner: Djuric e Fontanesi mancano l'appuntamento con la zampata decisiva poco dopo la mezzora, il Biondi tira un sospiro di sollievo, e un paio di minuti dopo arriva il colpo del ko. Al 34' a ispirare l'azione del 2-0 è Bacinovic: serve Vastola che mette su un piatto d'argento la palla del raddoppio a Marilungo, ex di turno che non esulta dopo aver infilato di testa Agliardi. I frentani concludono la partita sul velluto: Ferrari manca addirittura il tris, e il recupero è accompagnato dagli olé della tribuna che saluta così una squadra che non finisce di stupire.

Andrea Rapino

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