Lanciano e L’Aquila, manca il gol

I padroni di casa sciupano nel primo tempo e calano nella ripresa, ma gli ospiti non ne approfittano
LANCIANO . Il Lanciano non capitalizza mole di gioco e occasioni prodotte nel primo tempo, L’Aquila non spinge sull’acceleratore quando i rossoneri calano fisicamente e cedono campo. Si conclude così con un pari sostanzialmente giusto la sfida fra le terze della classe, che prevalgono un tempo per parte, devono accontentarsi di un punto ciascuna e vedono la capolista Avezzano allontanarsi ancora. Molto meglio i padroni di casa nel primo tempo, quando costringono i rossoblù sulla difensiva, premono con costanza e creano pericoli.
Le occasioni clamorose arrivano subito: al 4’ Bocchio da due passi spara a botta sicura su corner di Bertino, ma prende in pieno Bozzi; sulla prosecuzione dell’azione Bertino, defilato, impegna di nuovo Bozzi. Un minuto dopo Rei affonda sulla destra, entra in area e serve Bocchio, che stavolta manda di poco alto. Nei primi 45 minuti Rei spadroneggia sulla fascia destra e manda ripetutamente in crisi la retroguardia aquilana. Gli spunti dell’esterno, uniti alla regia di Bertino e alla prestazione maiuscola di Scipioni in difesa, spingono il Lanciano. Dall’altro lato gli ospiti provano a fare la partita solo a sprazzi, ma con scarsi risultati. I frentani sono ancora pericolosi al 22’, con un coast to coast di Scipioni che serve Rei, e un minuto dopo con Ciotola che conclude un buono assolo tra le braccia di Bozzi. L’Aquila si vede poco: giusto con un tiro telefonato di Sparvoli al 7’ e un altro di Di Ruocco al 34’. Nella ripresa però i padroni di casa perdono in freschezza ed esuberanza, i rossoblù crescono ma non ingranano la marcia giusta. L’Aquila alza il baricentro ma non riesce mai ad approfittare veramente del calo dell’undici di Bellè, e tende piuttosto ad aspettare un Lanciano che non ha più la forza di imporsi. Giampaolo ridisegna l’attacco spostando Sparvoli al centro e mettendo dentro D’Ercole che si posiziona a destra; per arginare Rei punta su Ponzi. I rossoneri perdono anche lucidità mentale, perché sbagliano più di un appoggio in fase di ripartenza: fatale rischia di essere il disimpegno di Elezaj al 30’, quando dribbla Sparvoli e serve maldestramente Carbonelli, che da fuori area non trova la porta. Le occasioni più clamorose L’Aquila le colleziona nel finale: al 36’ Di Ruocco in contropiede arriva davanti ad Elezaj che salva in corner chiudendogli lo specchio; al 38’ un traversone rasoterra di D’Ercole taglia tutta l’area e finisce a Di Ruocco che tira alto. Un paio di buoni spunti di rimessa li trovano pure i frentani, come il palo sfiorato al 49’ da Rei, ma alla fine è L’Aquila a chiudere in attacco, pur senza impensierire troppo la difesa. La partita non delude comunque le attese, come forse fa il direttore di gara, in diverse occasioni eccessivamente fiscale coi padroni di casa e più permissivo con gli ospiti. Ne fa le spese Bellè, che nel recupero perde le staffe per una gomitata di Scognamiglio su Marino non sanzionata dall’arbitro, che espelle l’allenatore.
Dopo la gara, gli ultrà del Lanciano hanno lanciato una busta con all’interno alcune bottiglie di vetro all’indirizzo dei sostenitori dell’Aquila, senza colpirli ma danneggiando lievemente l’automobile di un tifoso frentano.
Andrea Rapino
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