Lanciano piace, in tre anni il pubblico è aumentato
Nel triennio in serie B la società della famiglia Maio ha incrementato le presenze al Biondi del 30%
LANCIANO. Non saranno verità assolute, ma di sicuro, i numeri aiutano a capire. Anche nel calcio. A maggior ragione quando si parla di presenze negli stadi: dati oggettivi e per questo incontrovertibili. Che in serie B, offrono diversi spunti interessanti, il primo dei quali, in chiave ovviamente abruzzese, dice che da una stagione all'altra, le due abruzzesi hanno fatto registrare un andamento, al botteghino, sostanzialmente diverso. A sorridere è sicuramente la Virtus Lanciano. Capace di tener botta e di veder aumentato, di anno in anno, l'indice di gradimento dei propri sostenitori. Certo, un incremento medio di appena 25 unità (3.108 spettatori a partita contro la media di 3.083 fatta registrare nel campionato precedente) parrebbe risibile, ma per una realtà di circa 35.000 abitanti, riuscire a portare allo stadio il 10% della popolazione non è impresa da poco. Specie in tempi di magra come l'attuale. Senza contare che il saldo attivo si rafforza ulteriormente se, come pietra di paragone, viene presa la stagione 2012/2013: la prima disputata in B dai rossoneri. Che, anche a causa dell'esilio forzato all'Adriatico (che ospitò le loro prime cinque gare interne), dovuto ai lavori di adeguamento del Biondi, fecero registrare, nell'arco dell'intero campionato, una media di 2.184 spettatori a partita. A significare che nell'arco di appena un biennio, le presenze allo stadio sono aumentate di più del 30%, ovvero di quasi mille unità! Stesso discorso anche sul fronte abbonamenti, passato dalle 1.794 tessere dell'era Baroni alle 1.992 di quella D'Aversa, mentre nel primo anno, quello di Gautieri, furono 1.335 i sottoscrittori, a conferma di un aumento pressoché costante dei cosiddetti "fedelissimi", pronti sin dall'estate, ovvero a scatola chiusa, ad impegnarsi nei confronti dei loro beniamini. Ed il tetto delle 2.000 tessere, sfiorato di un nulla quest'anno, rappresenta anche il primato assoluto nella pur lunga storia calcistico del club. Che nel panoramana nazionale della categoria occupa il 17° posto assoluto (davanti a Varese, Pro Vercelli, Carpi, Cittadella e Virtus Entella) quanto a presenze allo stadio, con un significativo passo avanti, rispetto al passato, se è vero che nel primo anno di B, la Virtus era 20a, e 19a in quello successivo. Alquanto inutile, se non per una questione di mera curiosità, appare poi il paragone con le prime (Bari, Bologna e Catania) di questa speciale graduatoria: improponibile anche per il Pescara, che in B gioca da una vita ed ha al suo attivo anche svariati campionati di A. Semmai, a proposito dei "cugini" biancazzurri, non si può non notare come, il deludente campionato disputato sotto la doppia gestione Marino-Cosmi, sia loro costato assai caro, visto che nell'arco di pochi mesi si sono persi, sugli spalti, circa 2.000 tifosi a partita. Esattamente 2.007, essendo questo il saldo tra le 8.739 presenze fisse ad incontro della stagione scorsa, e le attuali 6.732. Negativo, infine, appare anche il dato relativo agli abbonati, rappresentato da un -1.523, frutto della differenza tra le 5.068 tessere sottoscritte nel campionato 2013/2014 e le 3.545 di quello ancora in corso, mentre nella graduatoria complessiva il Pescara risulta 6°, dopo il 6° posto dell'anno passato.
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

