Lanciano, piccoli aggiustamenti senza rivoluzioni

31 Dicembre 2014

Il terzino sinistro Nunzella richiesto dal Catanzaro Il terzo portiere Branescu destinato a un club di Lega Pro

LANCIANO. Leonardo Nunzella chiesto dal Catanzaro e Laurentiu Costantin Branescu da un club campano sempre in Lega Pro. Sono questi i due movimenti con cui si aprirà il mercato del Lanciano il prossimo 5 gennaio. Branescu, terzo portiere in comproprietà con la Juve, già in estate avrebbe dovuto lasciare la Virtus per farsi le ossa, forse ci riuscirà in questa finestra invernale di mercato, visto che è stato richiesto. Da Catanzaro è rimbalzata la voce di un interessamento per Nunzella. Interessamento concretizzato con una richiesta al Lecce, che è squadra comproprietaria del cartellino del terzino sinistro e che pare avrebbe già dato il proprio benestare, ma la richiesta ora è nelle mani della Virtus. Che non lascerebbe partire il ragazzo tanto volentieri. Se Mammarella dovesse essere squalificato o avere dei problemi, come già accaduto, Nunzella sarebbe il sostituto naturale. Se andasse via D’Aversa dovrebbe adattare al ruolo qualcun altro. Inoltre è più facile che ci siano acquisti in difesa che cessioni. Ad ogni modo per l’apertura del mercato ci sono ancora 5 giorni e per ora i giocatori e il mister si godono i giorni di riposo, meritati per come hanno concluso il girone di andata. 30 punti in cassaforte rappresentano un bel bottino in vista di un girone di ritorno in cui ci sarà da lottare, e non poco, per riuscire a strappare prima la salvezza e poi, perchè no, per puntare a quei play off sfuggiti la passata stagione. Proprio rispetto allo scorso anno la Virtus si trova al giro di boa con tre punti di meno, ma sempre in zona play off. Paragonati a due anni fa invece i punti sono molti di più, addirittura 11(la Virtus di Gautieri girò con 19 punti e il terzultimo posto in classifica). Ma sarebbero molti di più, anche rispetto allo scorso anno, i punti, se non si fossero perse tante occasioni per strada. «Molti punti li abbiamo lasciati durante il cammino», ha detto D’Aversa nell’ultima conferenza, «abbiamo spesso raccolto meno di quanto seminato, ma siamo soddisfatti». E la Virtus ha raccolto meno in sfide contro Perugia, Crotone, Pescara, in cui ha ottenuto pareggi arrivati al termine di gare quasi dominate. A volte sono stati i legni a negare punti e vittorie (9 tra pali e traverse colpiti)altre volte gli errori in difesa. Dei 12 pareggi ottenuti (il doppio dello scorso anno, sempre dopo 21 gare) sette sono stati subiti in rimonta, due addirittura frutto di autoreti rispettivamente di Troest (Crotone) e Ferrario (Trapani). Entrambi autogol subiti da calcio d’angolo. Ed è questo un limite della Virtus di D’Aversa: subire gol da palla inattiva, in particolare da calcio d’angolo. Il valore aggiunto della Virtus di Baroni, che tanti gol li ha segnati su palla inattiva, è diventato la croce per quella di D’Aversa. Che ha segnato 10 gol in più dello scorso anno (31) e ne ha subiti anche 7 di più. Segno che la difesa va rivista. E forse va rivista la difesa a zona su palla inattiva.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA