Lanciano, Pupillo: oggi si decide il destino
Il sindaco: c’è un imprenditore che vuole ripartire dall’Eccellenza e una cordata dalla D, ma domani scade l’iscrizione
LANCIANO. Fiato sospeso in città. Rischiano di scomparire i colori rossoneri dal panorama calcistico. La situazione è davvero delicata. Dopo il “no” – l’ennesimo diniego da parte di imprenditori locali dal ritiro dei Maio – da parte di Fabrizio Petronti, imprenditore della Val di Sangro del settore trasporti, disposto ad impegnarsi ma non da solo, si pensava alla fine dei giochi. Invece pare ci sia una ciambella di salvataggio.
«Le speranze sono veramente minime. Purtroppo da parte di imprenditori lancianesi e dei tifosi non c’è stata quella risposta che ci si aspettava», dice il sindaco Mario Pupillo, che ha perso il suo ottimismo. «Gli imprenditori locali non hanno avuto la forza di impegnarsi in prima persona, ma erano disposti a fare da sponsor. Solo che serve un presidente, una guida. Ci sono però due strade ancora in piedi. Una porta alla Campania, a un imprenditore che però sarebbe disposto a fare l’Eccellenza». O meglio, avrebbe la forza economica per far l’Eccellenza che costerebbe in tutto 300.000 euro (l’iscrizione è di 50.000 euro). La sua disponibilità ci sarebbe già da alcuni giorni, ma ovviamente si pensava alla serie D, anche perché rientrare in Eccellenza sarebbe quasi impossibile, si è in sovrannumero e servirebbe il via libera della Figc di Roma.
«L’altra pista porta a una cordata di tre imprenditori, uno campano, uno molisano e uno pugliese», riprende Pupillo, «che punterebbe alla D. Ci si vede questa mattina. Ad essere sincero spero in loro, anche se purtroppo siamo proprio sul gong e questo mi fa paura».
Insomma due ipotesi che viaggiano sul filo del rasoio. Entro oggi bisogna andare dal notaio, formare la società, tirare fuori i soldi e inviare le carte per l’iscrizione. I termini si chiudono domani alle 12. Troppo poco il tempo a disposizione, anche per discutere, trattare. Serve un miracolo. «L’ipotesi dell’Eccellenza sarebbe quella più concreta a livello economico», chiude Pupillo, «ma è la più difficile dal punto di vista burocratico per l’iscrizione. Vedremo, anche perché alternative non ce ne sono». Già le alternative. Quali sarebbero? La Seconda categoria, dove le iscrizioni scadono domani. Altrimenti bisognerebbe appoggiarsi ad altre squadre, che conserverebbero il proprio nome, ma giocherebbero al Biondi e indosserebbero i colori rossoneri. L’alternativa più temuta è quella della scomparsa dei colori sociali. E sarebbe incredibile visto che l’ultima volta che la città è rimasta senza squadra è stato nel 1945/46, quando si usciva dalla guerra, ovvero 70 anni fa. Dalla fondazione, dopo gli anni ’30 piuttosto ballerini, nel senso che la squadra non si iscrisse per alcuni campionati (dal ’31 al ’38) e la mancata iscrizione nel ’45-’46, una squadra con la casacca rossonera c’è sempre stata.
Teresa Di Rocco
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