Lanciano, stadio ristrutturato ma inutilizzato

15 Agosto 2016

Settore distinti a nuovo, soldi pubblici in fumo. La beffa del sindaco Pupillo “tradito” dai Maio

LANCIANO. Mario Pupillo passerà alla storia (anche) per essere stato il sindaco che ha visto scomparire il calcio a Lanciano sotto la sua amministrazione. Ed è una beffa doppia perché il primo cittadino è anche un tifoso rossonero. Tripla se si pensa agli ottimi rapporti intercorsi negli anni con la famiglia Maio che a luglio ha deciso, di colpo, di non iscrivere più la Virtus al calcio professionistico. La stessa famiglia Maio che ha sostenuto Pupillo nella campagna elettorale per la conferma a palazzo di città, a tal punto che è scesa in campo anche la presidente Valentina per sostenere il sindaco uscente, conquistando anche un seggio in consiglio comunale con oltre 300 voti. In un mese Pupillo non è riuscito a creare un’alternativa ai Maio, non ci sono state le condizioni per creare un’altra società in grado di raccogliere l’eredità della Virtus e ripartire dalla serie D o dall’Eccellenza. Niente da fare, nonostante la colletta dei tifosi sostenuta dallo stesso Pupillo. Prima Candeloro e poi Petronti hanno prima tentennato e poi detto no, si narra perché dissuasi dalle rispettive consorti. E così non resta che la Marcianese, il club di Prima categoria che rappresenta un quartiere di Lanciano: è la massima espressione del calcio cittadino. Che, ha fatto sapere, vorrebbe giocare a Villa delle Rose. Non al Guido Biondi, lo stadio che proprio l’amministrazione Pupillo ha cercato negli anni di adeguare per tenerlo a norma con gli standard previsti della serie B. Probabilmente, perché nemmeno lui credeva alla storiella del nuovo stadio propinata dai Maio per anni. Propinata talmente bene che comunque aveva convinto il presidente della Lega di B, Andrea Abodi, a sostenerla pubblicamente. Si diceva del Biondi: sono stati rifatti i Distinti ultimamente. Soldi gettati al vento se l’impianto dovesse diventare una cattedrale nel deserto. Altri soldi, presumibilmente, serviranno per cancellare la scritta Virtus sui seggiolini del settore di fronte alla tribuna. Una corsa contro il tempo per renderlo agibile per i play out di giugno persi malamente dopo che il mancato pagamento (in tempo utile) delle tasse da parte dei Maio aveva condannato la squadra – salva sul campo – a giocarsi (e perdere) la serie B contro la Salernitana. Erano giorni di campagna elettorale, impregnata di calcio a tal punto che lo stesso Pupillo a maggio aveva presentato un esposto alla procura della Repubblica adombrando l’idea di un complotto (ricordate le polemiche sulle penalizzazioni?) contro la Virtus Lanciano. Non solo: erano scesi in campo anche il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (è andato fino a Salerno, nello spareggio di ritorno, al fianco dei Maio) e, perfino, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane con un’interrogazione parlamentare. Quali effetti abbiano sortito le iniziative di Pupillo e della Pezzopane non è dato sapere. Sta di fatto che, nel frattempo, Pupillo, il 19 giugno, ha rivinto le elezioni comunali – memorabile l’abbraccio con Franco Maio, patron della Virtus, nel comitato elettorale – e poi la società, che per quattro anni ha fatto la B, ai primi di luglio ha fatto sapere che non avrebbe fatto più calcio a livello professionistico. Pupillo ha detto di essere venuto a conoscenza dell’intenzione dei Maio il 29 giugno. Nei mesi precedenti, nonostante il feeling e la frequentazione, gli era stata tenuta nascosta la volontà di mollare. Evidentemente, Pupillo non aveva preso sul serio Franco Maio a maggio quando gridò ai tifosi che lo criticavano: “L’anno prossimo farete il derby con il San Vito Chietino…”. Lanciano senza calcio è una brutta storia. Che però va scritta fino in fondo.

La Virtus, infatti, ha fatto sapere che vuole continuare a fare attività di settore giovanile, presumibilmente pensando anche agli introiti che porta. Al di là delle polemiche cittadine – in tanti hanno lanciato l’invito a non mandare i bambini alla scuola calcio dei Maio – c’è un problema: il sindaco continuerà a dare gli impianti pubblici a chi ha fatto morire il calcio professionistico a Lanciano? Il rovescio della medaglia: Pupillo potrà negare la struttura a chi (Valentina Maio) lo sostiene in consiglio comunale e ha agevolato la sua rielezione? Storia complessa e complicata che in città divide.

@roccocoletti1

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