Lanciano, tanti complimenti ma solo un punto in trasferta

La crisi di risultati lontano dal Biondi fa sprofondare la squadra di D’Aversa Gruppo di 31 giocatori, ma per il tecnico solo 23 sono ritenuti affidabili
LANCIANO. Si esce a testa alta dai campi esterni. Si ricevono complimenti per il gioco. Si incassano applausi, belle prestazioni. Ma non si incassano punti.
E sono i punti che contano soprattutto ora che la Virtus vede da vicino i bassifondi della classifica, e in vista del possibile punto di penalizzazione che potrebbe arrivare oggi dal tribunale federale della Figc. Che sta decidendo in merito al procedimento disciplinare che riguarda la Virtus deferita per aver pagato l’Iva del 2012 fuori dai tempi massimi.
Il punto in meno la condannerebbe al penultimo posto in classifica. Per questo la vittoria fuori casa, che manca da quasi un anno, è necessaria o quanto meno non bisogna perdere a partire dalla gara di Perugia. Quest’anno la Virtus ha fatto un solo punto sui 18 disponibili fuori casa. Non ci sono altre squadre che hanno fatto peggio. Modena, Virtus Entella e Salernitana che non hanno mai vinto fuori casa, come i rossoneri, hanno comunque fatto qualche punto in più. In realtà vincere fuori casa quest’anno non è affatto facile; solo il Vicenza è riuscito a vincere 3 volte su 6. Ad ogni modo bisogna cambiare passo. Che sia una questione di uomini? O di modulo? O di testa? Per quanto riguarda i giocatori D’Aversa finora ha un gruppo di una quindicina di elementi di cui pare fidarsi maggiormente, su una rosa che ne conta 31. I giocatori di fiducia sono anche quelli più rodati. Della linea verde Virtus e del minutaggio non c’è molta traccia. Finora ad aver fatto 11 partite su 11 sono in tre: Amenta, Ferrari e Pucino, rispettivamente classe 1979, 1983 e 1991. Poi ci sono con 10 presenze su 11 Di Cecco (1983), Di Francesco e Lanini (1994, che non hanno quasi mai fatto 90 minuti) e Mammarella (1982). A seguire ci sono Aridità, Aquilanti, Ze Eduardo, Paghera e Piccolo. Tutti giocatori non da minutaggio, ma di esperienza.
Se si guarda anche i giocatori che hanno fatto una sola presenza o pochi minuti, ovvero De Silvestro, Rozzi e Turchi, sono 23 i calciatori schierati dal mister su rosa di 31. Che conta 13 calciatori tra 1993 e 1996 che porterebbero minuti e soldi. Ma di questi 13, tre sono nella Primavera, 5 non sono mai scesi in campo (Penna, Di Benedetto, Antonini, Di Filippo e Boldor), 2 hanno fatto una sola gara (De Silvestro e Rozzi). Solo Di Francesco, Lanini e Padovan hanno giocato un po’ di più. Con Lanini che è partito 9 volte su 10 dalla panchina, pur essendo quello che mette sempre maggiore brio e crea occasioni quando gioca.
Ad ogni modo il gruppo di giocatori su cui D’Aversa può contare, seppur numericamente ampio, è in realtà ristretto. Colpa del mercato estivo, che ha portato ben 7 difensori, di cui 5 centrali, e 8 attaccanti nuovi per un totale di 12 anche se ne vengono utilizzati la metà? Sarà, ma ora non c’è da guardare indietro, ma avanti. C’è da lavorare sulla mente per evitare cali di tensione e che il morale vada a terra. Bisogna trovare la forza di risollevarsi, soprattutto fuori casa. E domenica c’è la sfida di Perugia.
Teresa Di Rocco
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