Lanciano, un flop inaspettato

13 Gennaio 2020

I frentani cadono in casa con l’AcquaeSapone e vedono la vetta allontanarsi a undici lunghezze

LANCIANO. Il Biondi inaugura nel peggiore dei modi il nuovo anno solare. Un Lanciano a dir poco abulico rimedia infatti un ko sorprendente, ma solo alla vigilia. Lo 0-2 finale è infatti un risultato inappuntabile, che premiato l'ordinata prestazione dell'Acqua&Sapone, abile nel chiudere ogni spazio, ma sempre pronta a pungere in avanti.
Non è un caso se le uniche conclusioni a rete del primo tempo, portano la firma dei pescaresi, al punto da costringere mister Di Pasquale a sostituire ben tre elementi nell'intervallo. Un Lanciano troppo brutto per essere vero, quello visto all'opera ieri e per nulla aiutato dalle pessime condizioni del manto erboso. I cui rimbalzi, spesso irregolari, non giovano affatto a una squadra che, schierando in attacco elementi leggeri, predilige il gioco palla a terra. Emblematico, in tal senso, il raddoppio ospite, su un rigore scaturito proprio da un falso rimbalzo del pallone, che ingannando Minchillo in uscita, lo costringeva a un evidente fallo di mano, spegnendo così sul nascere le residue velleità di rimonta rossonera. Alla cui seconda sconfitta casalinga stagionale ha contribuito, e in maniera netta, soprattutto la giornata di scarsa vena degli elementi scesi in campo e schierati da mister Di Pasquale (orfano in mediana di Verna e Petrone) con un undici inedito che, almeno inizialmente, vedeva Lucarino e De Santis in panchina, in favore di Caniglia, utilizzato però al centro della difesa (accanto a Natalini), e di Shipple, schierato a sinistra, nel ruolo di terzino. Sperimentale anche il tridente d'attacco, con Rodia nel ruolo di “falso nove”, supportato ai lati da Di Rocco, a destra, e dal capocannoniere Miccichè, a sinistra. In mediana, invece, da segnalare la prima, da titolare, dell'ultimo arrivato, Marfisi.
Soluzioni, quelle adottate dal tecnico, figlie sia del turn-over (mercoledì si torna di nuovo in campo, a Luco dei Marsi, per il terzo turno infrasettimanale previsto in calendario), sia delle imperfette condizioni fisiche di qualcuno. Soluzione che si sono rivelate improduttive. Tant'è che nella ripresa, con la sua squadra sotto di un gol e totalmente sterile nella fase offensiva, il tecnico frentano provava a correre ai ripari, sostituendo contemporaneamente tre giocatori. Lucarino e De Santis in difesa, col conseguente spostamento di Shipple a centrocampo (complice l'uscita di Marfisi), e spazio, in avanti, a un tridente pesante, col neo entrato Gragnoli al centro, e Rodia spostato a destra. Le rotazioni sortivano un paio di palle gol (al 21' con Gragnoli e Quintiliani) sventate entrambe dall'attento Palena, ma nulla più.
Ad andare a rete, infatti, erano di nuovo gli ospiti. Che dopo aver sfiorato il gol, nel primo tempo, con Vatavu (dopo appena 1': provvidenziale l'intervento di Forti), essere passati in vantaggio al 7' con Petito (bestia nera dei frentani, ai quali aveva segnato anche all'andata, realizzando una doppietta), e averci riprovato al 16' con Vatavu e al 33' con Marrone, trovavano il raddoppio con Marrone (12' st), sugli sviluppi del rigore. Gol che spezzava le gambe al Lanciano, che vede la vetta oramai quasi irraggiungibile e la cui unica consolazione è aver mantenuto la seconda piazza solitaria, grazie al contemporaneo harakiri interno dell'Alba Adriatica.
Stefano De Cristofaro
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