Lanciano, una bella quaterna

20 Gennaio 2020

Gara equilibrata nel primo tempo, poi ci pensa l’attacco “pesante”: apre Gragnoli e chiude Micciché

LANCIANO. Primo successo del nuovo anno per il Lanciano in versione casalinga. Dopo aver racimolato un solo punto nelle due precedenti esibizioni al Biondi, i rossoneri si impongono con un poker di reti a un Nereto che pure godeva di ottima salute, avendo conquistato 7 punti nelle ultime 3 gare di campionato.
A distanza di una sola settimana, la squadra di Di Pasquale, reduce dal bel successo a Luco dei Marsi nel turno infrasettinanale, esce dal campo tra gli applausi convinti degli spettatori (pochini, per la verità) di casa. Discorso opposto invece per i vibratiani, chiamati a rapporto, al triplice fischio, dalla tifoseria organizzata rossoblù presente in tribuna laterale. Un franco scambio di opinioni, risolto comunque senza strascichi e con un saluto reciproco. Del resto, per una squadra che quest'anno pare destinata a lottare sino alla fine per la permanenza nella categoria, perdere al Biondi ci può anche stare. Magari non in questa maniera, cha ha fatto arrabbiare mister Nico D'Eugenio, spesso e volentieri fuori dalla panchina per sollecitare la reazione dei suoi ragazzi, scesi in campo con un 3-5-2 che, in fase di non possesso, difendeva con una linea a cinque, complice l'arretramento sulle corsie laterali di Di Loreto e Monaco. Pronti a dar man forte ai tre centrali Dedja, Berardi e Palladini. Una tattica, questa, che sembrava potesse dare frutti, visto che per oltre mezz'ora, l'unico pericolo per la porta ospite era arrivato, proprio al 30', dal capocannoniere Miccichè, sulla cui conclusione ravvicinata era bravo Melillo a salvarsi in angolo. In precedenza, infatti, l'altra emozione di un primo tempo sostanzialmente equilibrato, era stata del Nereto, che col centravanti Montiel aveva impensierito l'estremo di casa Forti, chiamato a ribattere un'insidiosa conclusione dal limite dell'argentino. Quanto al Lanciano, ancora privo in mediana dei lungodegenti Verna e Petrone (polmonite in via di guarigione per il primo, problemi muscolari per il secondo, prossimo al rientro), mister Di Pasquale decideva di dare fiducia all'undici iniziale schierato mercoledì in terra marsicana. Spazio quindi all'abituale 4-3-4 e, in attacco, al tridente "pesante", con Gragnoli al centro, supportato sulle fasce da Rodia e dal già citato Miccichè. L'unica novità, rispetto al turno precedente, era rappresentata dalla presenza, nel ruolo di terzino, del baby Caniglia. Scelta peraltro obbligata, vista la contemporanea indisponibilità nel ruolo di De Santis, espulso a Luco dei Marsi e dunque appiedato (per un turno) in settimana dal Giudice sportivo. Dopo le schermaglie iniziali, l'incontro si sbloccava al 34' grazie a Gragnoli, lesto a ribattere in rete una corta respinta di Melillo sul tiro di Shipple. Nella ripresa, dopo il raddoppio al 5' di Quintiliani (dal dischetto), il Lanciano rompeva gli argini, arrotondando il punteggio: al 10' con uno splendido pallonetto di Sassarini e al 29' col 18° sigillo personale di Miccichè, a segno con la complicità del portiere ospite. Tre punti meritati insomma: magari non per la promozione diretta, visto il -11 dal Castelnuovo, che continua a vincere, ma utili per provare a blindare il secondo posto. Che vede al momento l'Alba Adriatica distante cinque lunghezze dai rossoneri.
Stefano De Cristofaro
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