Lapadula e la serie A: sì, ma ci andrò vincendo col Pescara

«Sono arrabbiato perché potevo fare molti gol in più Le voci di mercato? Non ci penso e comunque resto»
PESCARA. È l’attaccante italiano che ha segnato di più nel 2015. Meglio di lui ha fatto solo un certo Gonzalo Higuain. Gianluca Lapadula è il capocannoniere della serie B con 8 reti (in totale sono 23 quest’anno), ma non ha intenzione di fermarsi. Osservatori di Genoa, Udinese, Sampdoria e Chievo lo stanno seguendo con attenzione. C’è chi parla anche dell’interesse della Juventus che vorrebbe utilizzarlo come pedina di scambio con il Sassuolo per arrivare a Domenico Berardi. Ma il centravanti torinese allontana le voci di mercato giurando amore al Delfino. Almeno fino a giugno…
Lapadula, re dei bomber in B. Se l’aspettava?
«No, però sapevo che con impegno e determinazione avrei potuto fare bella figura in serie B. Comunque, non sono soddisfatto, anzi, sono molto arrabbiato perché avrei potuto segnare tante reti in più. Soltanto nella partita contro l’Avellino mi sono divorato due palle gol clamorose. Devo migliorare e lavorerò duramente per riuscirci».
Da punta di diamante del Teramo a leader del Pescara. Ed ora anche uomo-mercato.
«Fa piacere che si parli di me, però sono sereno. Se mi facessi travolgere dalle indiscrezioni sarei un calciatore mediocre. Ho la maturità per gestire queste situazioni e so che se non dovessi segnare per 4 o 5 partite potrei finire nel dimenticatoio. Sono concentrato sul nostro campionato. Qui c’è un gruppo meraviglioso che può togliersi delle belle soddisfazioni. E io voglio vincere con questa maglia».
Però vari club di A hanno chiesto informazioni. Se la sente di annunciare la sua permanenza in Abruzzo fino a giugno?
«Vorrei restare, non ho problemi a dirlo. Credo che sia la soluzione più giusta per completare il mio percorso di crescita. Poi toccherà alla società fare le sue valutazioni. Non spetta a me decidere».
Un giorno quale maglia le piacerebbe indossare?
«Quella del Pescara, magari in serie A. Mi piacerebbe vestirla per tanti anni».
Cesena-Pescara, una gara particolare per lei. Con quale stato d’animo l’affronterà?
«In Romagna il mio rendimento non è stato sufficiente. Ogni tanto ci penso. La città mi aveva accolto benissimo, ma non sono stato capace di ripagare l’affetto. Ringrazio Campedelli (Nicola, ex tecnico bianconero, fratello dell’ex presidente Igor, ndc) che mi ha voluto. Con lui avevo un ottimo feeling».
Poi Campedelli fu esonerato. Al suo posto arrivò Bisoli e a gennaio lei venne ceduto al Frosinone.
«Con Bisoli avevo un rapporto normale, ma poi sono andato via. Non devo togliermi nessun sassolino dalla scarpa».
Il Cagliari ha preso il largo. La lotta per la promozione diretta riguarda solo il secondo posto?
«Non credo. Vincere un campionato non è mai facile e ritengo che nessuno possa considerarsi promosso a novembre. È una squadra fortissima, ma per centrare l’obiettivo dovrà sudare ancora».
Passiamo alla scommessa con Davide, suo fratello, che domenica ha segnato una doppietta con il Saluzzo. Chi pagherà la cena di fine anno?
«Ora è in vantaggio lui 9 a 8, ma non mi arrendo. Sarà una bella sfida fino al termine del campionato».
Chiudiamo con il Teramo. Ha sentito le dichiarazioni di Luciano Campitelli?
«Quelle sono parole dettate dalla delusione. Anche l’anno scorso sono capitati periodi negativi, ma poi siamo stati bravi a reagire. Il Teramo ha una grande dirigenza e un ottimo allenatore, perciò ci sono tutti i presupposti per tornare ad essere protagonisti».
Cosa vuole dire a Vincenzo Vivarini?
«Nessun consiglio. Da lui ho solo da imparare. È un grandissimo uomo, oltre che un bravissimo tecnico. Auguro il meglio a lui e a tutti i teramani».
Giovanni Tontodonati
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