Lapadula, un mix di Giampy e Ciro
Il capocannoniere del Pescara unisce la tecnica del giuliese Giampaolo e la forza di Immobile
PESCARA. Nel calcio se hai un grande attaccante è tutto più facile, anzi d'obbligo sognare. E' così dovunque e in ogni epoca, in barba a moduli e alchimie tattiche, è stato così anche nei momenti più belli del Pescara, da ottant'anni a questa parte.
La storia iniziata alla fine degli anni 30 con Mario Tontodonati, ancor oggi cannoniere numero uno in biancazzurro con 120 gol, continua ora con Gianluca Lapadula, mattatore indiscusso di questa prima fase del campionato cadetto, che ha impiegato poco tempo a guadagnarsi a pieno titolo un posto di rilievo tra i grandi cannonieri che prima di lui hanno indossato la maglia del Pescara.
Un lungo elenco, come detto, che, dal mitico "Testina d'oro" che scoprì la A con la Roma, arriva a Giuseppe Rinaldi e Luigi Traini, cannonieri anni '50 (il primo finì al Milan di Green, Nordhal e Liedholm, il secondo segnò gli ultimi gol dei biancoazzurri al Rampigna) e poi, soprattutto, a Tovalieri e Rebonato, Carnevale e Giampaolo, Sansovini e Immobile. Valanghe di gol e di prodezze, successi indimenticabili, momenti esaltanti che hanno fatto gioire i tifosi dell'Adriatico, proprio come capita oggi con Lapadula e la applauditissima "Oddo band". Difficile ovviamente fare paragoni, ma certo è possibile trovare delle qualità che possano accostare l'attaccante che oggi vale un Perù agli altri goleador del più recente passato biancazzurro.
Di Carnevale che nel 1994, a 32 anni, salvò praticamente da solo il Pescara di Rumignani (in serie B) segnando 14 gol, ha la stessa capacità e la stessa cattiveria nel difendere la palla che lo portavano a farsi largo in mezzo all'area o a far ripartire l'azione offensiva della squadra.
Di Sandro Tovalieri, che nell'84 Tom Rosati lanciò in B ancora diciottenne, ha la rapidità, il guizzo vincente sia giocando largo che cercando il gol provando a smarcarsi centralmente. Il Rebonato dell'86, quello della prima promozione con Giovanni Galeone, lo ricorda per l'impressionante facilità e continuità con cui riesce a centrare la porta.
In quella stagione Rebogol era praticamente incontenibile, quando tirava in porta se non faceva gol centrava il palo o la traversa, come Lapadula aveva tiro e sapeva smarcarsi in mezzo all'area. Di Federico Giampaolo ha soprattutto la tecnica. Caratteristiche diverse, visto che l'ex giuliese era più trequartista che punta vera, ma la stessa facilità nel farsi apprezzare sia come prima che come seconda punta.
Giampaolo, pure lui bravo nel difendere la palla, segnò 65 gol con il Pescara, ancora oggi lo precede il solo Tontodonati. Diverso il fisico, ma simile all'ex teramano come attaccante Marco Sansovini.
Quando esplose nel Pescara nel 2006, aveva la stessa età di Lapadula. Lerda lo inventò prima punta e lui quell'anno segnò 16 gol. Mancino pure lui, stessa tecnica, bravo nel difendere la palla, capace di adattarsi in qualsiasi ruolo in attacco, come dimostrò nell'anno di Zeman, 16 gol anche allora partendo da esterno nel tridente offensivo.
Di Immobile il bomber di Oddo ha la stessa forza fisica, la stessa determinazione che in quella stagione super gli permisero di dominare la scena e di vincere la classifica cannonieri con 28 gol. «Probabilmente in coppia sarebbero devastanti», spiega Giorgio Repetto, il direttore generale che ha portato Lapadula in biancazzurro a costo zero dopo la stagione esaltante a Teramo in Lega Pro. «Immobile ha forza nelle gambe, ha più corsa negli spazi ed è bravissimo a svariare anche lontano dall'area, Gianluca è bravissimo a sfondare centralmente. Un partner ideale per lui sarebbe anche Melchiorri, ma, alla base c'è che ha tantissima qualità; può giocare prima o seconda punta, ha tiro ed è bravo di testa, ha forza e temperamento. Per quelli della mia età un attaccante completo, alla Boninsegna…».
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