«Lapadula? Vale 10 milioni»
Il presidente: «Mi dispiace per il Lanciano, ma il Pescara deve vincere»
PESCARA. Dalla corsa play off all'emergenza in difesa, passando per il calciomercato e per il possibile arrivo in biancazzurro del diesse del Lanciano Luca Leone. Nella settimana che si concluderà con la sfida fratricida tra Pescara e Lanciano, Daniele Sebastiani (nella foto a destra con il patron del Lanciano Franco Maio) analizza senza peli sulla lingua le questioni più "calde" del momento.
Sebastiani, sa che in caso di sconfitta i frentani sarebbero vicini alla retrocessione?
«Abbiamo bisogno di punti, ma anche se non avessimo questa necessità avremmo dato il massimo perché le partite vanno sempre giocate. Mi dispiace per loro, non meritano di essere terz’ultimi».
Che gara si aspetta?
«Sarà un impegno molto difficile. Tra le squadre coinvolte nella zona play-out, il Lanciano è quella che gioca meglio. Serviranno attenzione e cattiveria agonistica, guai a pensare che sia un match agevole».
Il ko di Mandragora: un ostacolo in più per la corsa alla A?
«Sono amareggiato per il ragazzo, ma sapremo fronteggiare l'ennesimo imprevisto. Negli ultimi tempi, in campo ho notato un grande equilibrio che si raggiunge solo se tutti si sacrificano. Non sono preoccupato».
Quanto conta chiudere il torneo al terzo posto?
«È importante, ma il piazzamento non garantisce la promozione. Nella passata stagione, partendo settimi, siamo arrivati in finale e avremmo meritato la A. Pensiamo a giocare queste tre gare come se fossero dei veri e propri spareggi, poi penseremo ai play off».
Tutti vogliono Lapadula: dove finirà il bomber?
«È presto per dirlo. Sulle sue tracce ci sono almeno sei club. Nomi? Genoa, Juventus, Napoli, Leicester, Sassuolo, Lazio, ma anche altre. A breve vedremo quale sarà la destinazione migliore per Gianluca».
Quanto valgono Lapadula e Caprari?
«Lapadula dieci milioni di euro, Caprari cinque».
Oddo resterà a Pescara?
«Ha un contratto per un altro anno. Se dovessimo andare in A, lo rispetterà di sicuro. In caso contrario, bisognerà vedere se gli arriveranno richieste dalla massima serie. Poi toccherà a lui decidere, non abbiamo mai trattenuto nessuno controvoglia».
Torniamo al derby. Nel girone di ritorno il Lanciano ha cambiato passo. Perché?
«A gennaio hanno ingaggiato alcuni calciatori forti, come Cragno e Vitale. Faccio i complimenti al diesse Luca Leone e a Maragliulo, ma sono convinto che, se fosse rimasto, D'Aversa avrebbe raggiunto ugualmente buoni risultati».
A proposito di Leone, è vero che passerà al Pescara?
«Se fosse libero lo prenderei, ma ha ancora un altro anno di contratto e non mi sognerei mai di rompere le scatole alla famiglia Maio».
Il Pescara ha Repetto e Pavone. Se prendesse Leone, uno dei due sarebbe di troppo?
«Niente affatto. Ad averne di intenditori di calcio come loro! La nostra società ha bisogno di persone che sappiano individuare giocatori di talento: Repetto, Pavone e Leone hanno dimostrato ampiamente di saperlo fare».
Ha seguito la lite scoppiata tra i Maio e i tifosi al termine di Lanciano-Avellino?
«Sì, mi è dispiaciuto molto. Comprendo la reazione dei dirigenti rossoneri che in questi anni hanno tirato fuori parecchi soldi. In questo momento di difficoltà andrebbero sostenuti. In fondo, è merito loro se il Lanciano ha disputato quattro tornei di B».
Domenica rivedrà l'ex Federico Di Francesco che sta disputando un campionato straordinario. Rimpianti?
«No, Federico è cresciuto con noi debuttando in A. Due anni fa dovevamo risolvere la compartecipazione con il Parma, ma nell'ultimo giorno di mercato i dirigenti emiliani disertarono l'appuntamento. Non è vero che il Pescara non volle fare un'offerta. Nell'accordo non erano previste le "buste". In ogni caso, sono contento per lui. Ha qualità, intelligenza e raziocinio».
Oltre a Di Francesco, chi toglierebbe ai rossoneri?
«Nessuno, sarà una bella sfida tra due squadre forti. Mi piace lo spirito del Lanciano. Comunque, Vitale è un ottimo elemento e Marilungo, se non si fosse fatto male, sarebbe rimasto in serie A».
La Lega A ha raddoppiato il paracadute per le retrocesse, mentre la Lega B ha bloccato la mutualità. Guerra di denari?
«Sono contrario ad entrambe le decisioni. Rispetto al passato, le retrocesse avranno un vantaggio economico che rischia di minare l'attendibilità del torneo. Ad esempio, il Verona incasserà 25 milioni di euro, anche se in parte serviranno a coprire i costi di gestione. La mossa provocatoria della Lega B impedirà a chi scenderà dalla A di prendere altri due, tre milioni. Ma il vero problema è la mancanza di dialogo. Per dare continuità al sistema calcio evitando fallimenti e penalizzazioni bisogna puntare sulla riconciliazione».
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