Lapadula è un leone ferito: «Pescara, ruggisci con me»

1 Novembre 2015

Il capocannoniere: «Avevo avvisato Cordaz: segno io. La B revocata al Teramo mi ha fatto male, ora voglio la A». Zampano batte il fratello: adesso paga la cena

PESCARA. Provate a fermarlo. Destro, sinistro, di potenza, in equilibrio precario. La fabbrica del gol è tutta di Gianluca Lapadula. L’attaccante del Pescara è al sesto squillo in campionato diventando, grazie alle due sberle rifilate al Crotone, il capocannoniere della B. «Ragazzi, che giornata», ride il 25enne bomber biancazzurro, che sta facendo registrare dei numeri pazzeschi. Sei gol in 10 in gare, roba da stropicciarsi gli occhi. Il numero 10 del Pescara non aveva mai segnato così tanto negli ultimi tre anni della sua carriera. A Teramo, l’anno scorso, ne aveva realizzati cinque in dieci gare. Con questo ritmo potrebbe tranquillamente superare quota 20 gol. «Magari, sarebbe bello», dice l’attaccante. «Io però penso già alla gara di Novara, non dobbiamo fermarci qui. Se Lapadula fa gol è merito della squadra. Questa non è una frase fatta. Andate a vedere gli assist di Memushaj e Lapadula: due cioccolatini! Il merito è anche loro perché mi hanno messo in condizione di segnare. Certo è che mi piacerebbe battere il record dell’anno scorso (24 gol, in Lega pro). Scendo sempre in campo con questa grinta per fare bene».

E quel messaggio al portiere del Crotone Cordaz prima della partita... «Io e Cordaz abbiamo giocato insieme in Slovenia, nel Nova Gorica. Siamo amici e prima della partita gli ho detto: “Occhio che ti faccio gol. È andata bene, ma lui rimane un grande portiere». Lapagol è l’oro del Pescara. «Ho delle responsabilità se a 25 anni sono ancora in B, a Cesena avevo avuto una grande chance di spiccare il volo, ma ho avuto un infortunio e non sono riuscito a rientrare bene mentalmente e fisicamente. Poi sono andato in Slovenia, ho fatto bene ma nessuno mi ha notato. Ora voglio finalmente esprimermi al meglio. Oddo e la squadra mi stanno mettendo in condizione di fare bene, sono sempre in porta. Cerco di lavorare al massimo vedendo ciò che mi chiede il mister, dalla prima punta alla seconda punta. Per me non cambia. Oddo mi sta dando tanta fiducia e devo solo ringraziarlo. Parliamo poco, ma lui sa quello che posso dare, lo ringrazio e proverò a ripagarlo sempre così».

Si butta su ogni pallone, senza paura. «Io sono così. Cerco sempre di mettere tutto in campo. Rabbia, fame e coraggio. Il mio credo è questo. Fuori sono un tipo tranquillo, ma in campo mi trasformo e divento un vero animale. Quale? Un leone, un leone ferito dopo quello che mi è capitato l’anno scorso a Teramo. Ho una rabbia incredibile e voglio fare bene qui a Pescara, in una piazza che mi ha accolto benissimo. Serie A? Magari, io ci credo».

Lapadula, Memushaj, Caprari. I protagonisti sono loro. Ma non solo loro, perché ieri si è messo di nuovo in vetrina Francesco Zampano, che ha vinto la sua sfida personale con Giuseppe, suo fratello gemello che gioca nel Crotone. «Stasera paga la cena, ovvio», ride, mentre si accarezza la barba. «Se la taglio? No, portafortuna e la farò crescere ancora visto che vogliamo continuare a vincere», e racconta il suo sabato particolare. «Allo stadio c’erano mio padre e mio zio. Per chi hanno tifato non lo so, ma le mie sorelle a casa hanno tifato per me. Loro hanno vinto!» Zampano ride e lancia un messaggio «Siamo una grande squadra, abbiamo un grande allenatore e stiamo dimostrando che possiamo arrivare in alto. Ora pensiamo al recupero di Novara. Io non voglio fermarmi qui». Dopo tre vittorie consecutive i biancazzurri non sono sazi, Baroni è avvisato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA