Lazio ribaltata: fuori in 4’

13 Aprile 2018

Immobile illude, poi il crollo (dopo l’1-1) sotto i colpi del Salisburgo

SALISBURGO. La Lazio saluta l’Europa League. Una grande delusione per i biancocelesti, che a Salisburgo vedono sfumare il traguardo delle semifinali sprecando la vittoria per 4-2 ottenuta nella gara d’andata. In Austria finisce 4-1 per la formazione di Marco Rose, capace di ribaltare il match con quattro gol negli ultimi trentacinque minuti dopo aver subito la rete del vantaggio firmata da Ciro Immobile. Fino a quel momento, al minuto 55, la Lazio sembra in pieno controllo di una gara molto tattica. Pur consapevoli di dover attaccare per recuperare lo svantaggio dell’andata, gli austriaci dimostrano infatti di aver capito la lezione dell’Olimpico e non lasciano spazio alle letali ripartenze biancocelesti.
Ecco perchè nei primi quaranta minuti l’unica occasione capita sui piedi del vivace Hwang, poco conosciuto dagli uomini di Inzaghi perchè assente per squalifica otto giorni fa: Strakosha è attento e reattivo nel respingere il tentativo ravvicinato del sudcoreano al 5’, ma l’azione disegnata dal Salisburgo rivela il piano dei padroni di casa. Pur lasciando a lungo il pallone tra i piedi degli avversari, però, la Lazio è attenta e ordinata nel difendere la porta di Strakosha e, in pratica, non concede altre occasioni nel primo tempo, che finisce invece con due fiammate biancocelesti firmate dall’ex Pescara Ciro Immobile: al 40’ l’attaccante napoletano non riesce a sfruttare nel migliore dei modi l’assist di Milinkovic-Savic, mentre tre minuti più tardi è bravissimo il portiere Walke a respingere con i piedi il suo sinistro dopo lo splendido colpo di tacco di Luis Alberto.
La ripresa comincia esattamente allo stesso modo, con altre due fiammate di Immobile: Walke è ancora bravo in uscita sulla prima occasione, ma al 55’ il centravanti napoletano capitalizza al meglio l’assist di Luis Alberto e porta in vantaggio la Lazio. Da qui in avanti, però, la partita cambia radicalmente. Il Salisburgo trova il pareggio nel giro di sessanta secondi grazie anche ad un pizzico di fortuna, vista la deviazione decisiva di Luiz Felipe sul tiro di Dabbur. Una doccia fredda per la formazione di Inzaghi, che spegne la luce nella propria metà campo mentre i padroni di casa partono all’arrembaggio spinti dal proprio pubblico. Al 66’ Schlager va vicino al vantaggio con un gran sinistro dalla distanza che finisce sul palo, poi per la verità Luis Alberto avrebbe sui piedi l’occasione per chiudere i conti, ma spreca in modo incredibile un contropiede tre contro uno con un tiro debole e centrale. E allora, pochi secondi dopo, arriva il 2-1 del Salisburgo, complice Strakosha che pasticcia sulla conclusione di Haidara dai venti metri. Siamo al minuto 72, la Lazio sarebbe ancora qualificata per le semifinali ma nei successivi quattro minuti subisce altre due reti da Hwang e Lainer, con la difesa colpevolmente immobile, e va fuori dall’Europa League. «Complimenti al Salisburgo», ha detto il centrocampista Marco Paolo, «ha meritato la qualificazione. Ma noi abbiamo le nostre colpe, perchè siamo stati dei polli a subire il gol del pareggio subito dopo la rete di Immobile: abbiamo peccato di sufficienza, abbiamo dato morale ai nostri avversari, quella rete ci ha tagliato le gambe», ha concluso il centrocampista.