Le abruzzesi scelgono le vecchie glorie

7 Agosto 2019

Allenatori tutti nuovi, quattro su sei con un passato anche in A. Solo due i locali: Epifani a Pineto e Mecomonaco ad Avezzano

PESCARA. Il valzer degli allenatori. È rivoluzione sulle panchine. Le sei abruzzesi della serie D ripartono nel segno della discontinuità. Tutte hanno cambiato allenatore, tracciando una linea netta col passato. Nuovi allenatori, nuovi stimoli. C’è chi si affida ad ex giocatori di serie A e chi sceglie tecnici in cerca di riscatto dopo le ultime esperienze negative.
La rivoluzione parte da Vasto, dove c’è Marco Amelia, arriva a Chieti con Alessandro Grandoni, a Giulianova con Carlo Pascucci, a Pineto con Massimo Epifani, a Notaresco con Roberto Vagnoni. E termina ad Avezzano con Antonio Mecomonaco. Quattro allenatori su sei sono vecchie glorie con un passato tra A e B. È questa la nuova tendenza della D.
Un campione del mondo a Vasto. La Vastese scommette su Marco Amelia, 37 anni, ex portiere di Roma, Lecce, Livorno, Palermo, Genoa e Milan, e campione del mondo nel 2006. Amelia ha iniziato ad allenare lo scorso anno alla Lupa Roma, in D, ma non è stata una stagione da ricordare perché la squadra (giovanissima) è retrocessa, chiudendo al penultimo posto. Ora il tecnico romano cerca il rilancio a Vasto in una piazza delusa dai recenti risultati, dopo il calvario dell’ultimo campionato quando in panchina si sono alternati Palladini, Montani e Papagni e la salvezza è arrivata solo ai play out. «Qui ci sono tutte le premesse per fare bene», spiega Amelia, «per l’importanza della piazza, il calore dei tifosi, la tradizione e la voglia di crescere della società. Porto la mia professionalità che ho acquisito nella mia lunga carriera di calciatore. Per vincere nel calcio sono importanti tutte le componenti: società, tecnico, giocatori, magazzinieri, staff sanitario e segreteria».
Se lo dice un campione del mondo c’è da credergli, soprattutto considerando che Amelia ha avuto ottimi maestri come Lippi, Mourinho, Hiddink e Capello. Il bilancio, dopo i primi giorni di ritiro, è positivo. «I ragazzi mi stanno dando risposte importanti sulla capacità di assorbire concetti di calcio che voglio mettano in pratica», dice Amelia. «La costruzione della squadra è stata fatta molto bene, con valutazioni accurate sui giocatori. Sfrutteremo il ritiro di Colledimezzo per creare le giuste dinamiche di spogliatoio utili nella gestione di un campionato difficile in cui vogliamo essere protagonisti».
Un ex serie A a Chieti. Anche i neroverdi hanno scelto un nome importante per la panchina. Al marsicano Alessandro Lucarelli non è bastato vincere il campionato di Eccellenza per essere riconfermato. Il cambio societario ha portato anche il Chieti a rivoluzionare la guida tecnica. Via Lucarelli, arriva Alessandro Grandoni, 42 anni, ex allenatore di Savona (3° posto), Scandicci (salvezza) e dei settori giovanili di Pisa e Fiorentina, ma soprattutto ex difensore in A di Lazio, Sampdoria, Modena e Livorno, dove è stato compagno di squadra di Amelia. «Con Marco ho un bel rapporto», racconta Grandoni, «insieme abbiamo vissuto gli anni belli del Livorno e sono stato anche in Germania per vederlo al Mondiale. Anche lui rappresenterà una piazza importante come Vasto e anche lui avrà dei bei grattacapi (sorride, ndc). Sarà bello affrontarlo».
Anche per Grandoni, come Amelia, l’Abruzzo è un trampolino di lancio per la sua carriera. «Io ho realizzato il sogno che avevo da bambino, quello di giocare in A», dice l’allenatore di Terni. «L’esordio con la Lazio nel derby con la Roma e il primo gol contro il Milan sono ricordi indimenticabili. Ora sono a Chieti, in una piazza importante, e voglio fare bene. I miei modelli? Sono passato da Zeman a Ventura, Eriksson, Novellino, Cagni e Donadoni. Per la gestione del gruppo i miei riferimenti sono Eriksson e Donadoni, molto pacati nel gestire le situazioni più complicate».
A Giulianova c’è l’ex viola Pascucci. La nuova tendenza di puntare in panchina su ex giocatori di serie A travolge anche i giallorossi, che per il dopo Bolzan puntano su Carlo Pascucci, romano, 53 anni da compiere a settembre, ex stopper in A con la Fiorentina e oltre 190 presenze in B con Sambenedettese, Lucchese e Avellino, più altri trascorsi tra C1 e C2. Pascucci nella passata stagione è rimasto fermo. L’anno prima ha allenato il Latina dove, subentrato a campionato in corso, ha centrato i play off. In passato ha avuto esperienze sulla panchina di Fondi, Rieti, Spoleto e Ghivizzano.
I tecnici in cerca di rilancio. Epifani a Pineto, Mecomonaco ad Avezzano e Vagnoni a Notaresco. Tutti reduci da esoneri o retrocessioni, tutti vogliosi di riscatto. Il pescarese Epifani, 44 anni (anche lui ex giocatore di serie A e B con il Pescara) vuole rifarsi a Pineto dopo i due esoneri di fila (Pescara e Fano). Stesso discorso per il marchigiano Vagnoni, 51 anni, che a Notaresco raccoglie l’eredità (pesante) lasciata da Cudini, dopo il divorzio anticipato nella passata stagione col Castelfidardo, squadra che l’anno prima aveva portato a ridosso dei play off. Tanta voglia di riscatto anche per il teatino Mecomonaco, 51 anni, reduce dalla retrocessione ai play out con l’Agnonese, che ad Avezzano vuole rilanciarsi a buoni livelli.
Gli abruzzesi non vanno più di moda. Su sei allenatori, solo due sono locali (Epifani e Mecomonaco). Poi c’è il giuliese Federico Giampaolo alla Recanatese. Restano a casa Lucarelli, Colavitto, Rachini, Montani e Iervese, tutti allenatori abruzzesi che negli ultimi anni hanno fatto la D. E che ora restano alla finestra. Sì, perché le abruzzesi cambiano e per la panchina scelgono le vecchie glorie.
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