Le accuse di Campitelli scuotono il Teramo

La sconfitta di Aprilia è un mezzo addio ai sogni di rimonta verso i play off Il presidente se la prende con tecnico e giocatori. E cerca un ds d’esperienza
TERAMO. Un brusco risveglio. Il Teramo si lecca le ferite dopo la brutta (e inattesa) sconfitta di Aprilia contro la Lupa Roma. Un ko che, oltre a interrompere la serie positiva in corso da sei giornate, costringe i biancorossi a dare, probabilmente, l’addio definitivo ai sogni di rimonta verso i play off e a guardarsi di nuovo alle spalle: la zona play out, infatti, è a quattro punti di distanza. Il modo in cui è arrivata l’ottava sconfitta stagionale in trasferta ha mandato su tutte le furie il patron Luciano Campitelli che, al termine della gara, ha puntato il dito contro i giocatori e le scelte del tecnico Vivarini. Uno sfogo, quello di Campitelli, dettato dalla delusione per la mancata svolta in classifica (la penalizzazione, in attesa del giudizio della Corte d’appello federale, sta pesando come un macigno) e per la prestazione da dimenticare della squadra. Ma è stato anche uno sfogo che ha messo in discussione giocatori, allenatore (il contratto di Vivarini scade nel 2017) e dirigenti, sia per l’immediato («Chi non se la sente di stare a Teramo vada via», ha esclamato il presidente) che per il futuro («Con noi ci saranno volti nuovi in società»).
E a proposito di futuro, sembra che il patron voglia affidarsi a un direttore sportivo d’esperienza per allestire la rosa in vista del prossimo campionato. Discorsi, comunque, prematuri. Prima, infatti, c’è un presente da affrontare e una salvezza da conquistare al più presto. Il calendario riserva al Teramo un duro esame: domenica (ore 17,30) arriva al Bonolis la Maceratese degli ex Foglia e Buonaiuto che occupa il terzo posto nel girone B a quota 41.
Come se non bastasse, mister Vivarini dovrà fronteggiare alcuni problemi di formazione: oltre all’infortunato Petrella (domani è prevista un’ecografia di controllo alla coscia sinistra) non ci saranno gli squalificati Scipioni e Cruciani. La complicata stagione del Diavolo continua. Vietato concedersi altre pericolose sbandate.
Gaetano Lombardino
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