Le magie di Sandomenico hanno stregato L’Aquila

La punta napoletana è il valore aggiunto dei rossoblù: nasce difensore centrale, ma già dalle giovanili viene spostato in avanti per sfruttare i suoi guizzi
L’AQUILA. E’ di sicuro l’uomo del momento all’Aquila, la stella più luminosa di una squadra che, con il cambio alla guida tecnica e le due vittorie di fila, sta rialzando la testa dopo un inizio di campionato sotto tono. Salvatore Sandomenico, ventiquattrenne esterno d’attacco napoletano ha stregato L’Aquila con il gol vittoria nel derby contro il Teramo e poi con un’altra magia personale che è valsa altri tre punti sabato scorso contro la Lucchese. Prodezze in sequenza per lo “scugnizzo” di Secondigliano (quartiere a nord di Napoli) che per stile di gioco, origini e corporatura è stato accostato sin da bambino a Lorenzo Insigne. La carriera di Sandomenico inizia nella scuola calcio vicino casa, l’Olimpico Napoli. Viene provato nella formazione pulcini da difensore centrale, poi, in una sfida di campionato, da esterno d’attacco. Sandomenico va in gol e da quel momento non cambia più posizione in campo. A sedici anni è l’Arzanese a puntare gli occhi sul giovane napoletano, portandolo tra i Giovanissimi. Negli otto anni di militanza ad Arzano, il “piccolo Insigne” esordisce in prima squadra a diciotto anni in Eccellenza, quindi nella stagione 2011-2012 fa il suo esordio nei professionisti, realizzando ben quattordici gol in trentotto presenze, tradotto una rete ogni due partite. I quattordici centri alla prima stagione in Seconda divisione permettono al giovane Sandomenico di guadagnarsi le attenzioni di mezza Italia. Già nel giugno 2012 si parla di sondaggi da parte di club come Vicenza e Ternana; poi, a fine estate, a spuntarla è il Parma che lo blocca con un contratto triennale, lasciandolo però un altro anno ad Arzano con l’obiettivo di farlo crescere ancora. Nell’annata 2012-2013 Sandomenico realizza altri dodici gol di nuovo in Seconda divisione, quindi la stagione seguente, viene girato in prestito al Gubbio (Prima divisione). E’ però una parentesi sfortunata della carriera. Sandomenico si frattura il piede e dopo sole tre apparizioni, a gennaio “scappa” di nuovo a casa, la dolce e cara Arzano. Con tre reti in diciassette presenze, assieme ai due ex aquilani Improta e Ripa, trascina i suoi ad una rincorsa memorabile dall’ultimo posto della classifica arrivando fino ai play out, insperati fino a qualche mese prima. Il resto è storia di questa estate. La rescissione con il Parma per un allungamento di contratto saltato e il biennale sottoscritto con L’Aquila da cui Sandomenico è ripartito a caccia della definitiva consacrazione. La speranza è di avere un nuovo treno su cui salire verso il calcio che conta. Ora viene il difficile, confermarsi. A partire dalla trasferta di domenica a Reggio Emilia dove ci vorrà una fotocopia dell’ultimo Sandomenico per cercare un altro gol da tre punti.
Giammarco Menga
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