Leclerc: «A Monza senza illusioni, alla Ferrari serve tempo»

MONZA. Di solito la parola chiave a Monza in casa Ferrari è entusiasmò. Quest’anno è pazienza. L’atmosfera cambia un po’ perché l'emergenza coronavirus ha cancellato la tradizionale marea rossa e...
MONZA. Di solito la parola chiave a Monza in casa Ferrari è entusiasmò. Quest’anno è pazienza. L’atmosfera cambia un po’ perché l'emergenza coronavirus ha cancellato la tradizionale marea rossa e soprattutto per i guai della scuderia di Maranello. In questo guado si ritrova Charles Leclerc, che prima del Gp di casa di domenica preferisce «non dare false aspettative», e rischia di dover attendere non poco per gustare di nuovo momenti come il trionfo di dodici mesi fa nel Tempio della velocità. «Non è che abbia un’alternativa», ha sorriso il monegasco, 23 anni. «Certo, ci vorrà un po’ di pazienza e sono pronto ad aspettare ma è anche compito mio rendere il più breve possibile questo processo per tornare dove meritiamo di stare. Non sarà semplice, ci vorrà del tempo però sono pronto». Hamilton, Bottas e le Red Bull sono imprendibili, anche Racing Point e McLaren sono davanti. Leclerc non nasconde di pensare già anche al 2022, quando le regole cambieranno, ma assicura che «la cosa più importante ora è comprendere perché stiamo faticando così tanto, serve a costruire le basi solide per gli anni a venire». Al suo fianco in conferenza, Sebastian Vettel, a una distanza più profonda di quella imposta dal protocollo anti-Covid. In qualifica «a Monza può fare differenza la scia, ma dopo due o tre anni in cui non l’ho avuta quando serviva, non me la aspetto quest’anno e devo andare a trovarmela io», ha detto il tedesco, togliendosi un discreto sassolino dalle scarpe, dopo aver promesso di «lottare anche per i tifosi» che non potranno essere sugli spalti. Così, alla fine, più che di rosso le sue parole sono tinte di verde, come la svolta che il trentatreenne quattro volte campione del Mondo suggerisce alla Formula 1. «Deve fare meglio di adesso, anche nella cura dell’ambiente, deve essere più aperta, tollerante, altrimenti le cose potrebbero diventare difficili».

