Leclerc: «Non ho parole» Binotto: «Errore nostro»

Il pilota alla radio dopo lo stop: «Perché, perché? Che cosa state facendo?» Il team principal: «Dovevamo lasciarlo in pista e poi passare alle gomme slick»
MONTECARLO (MONACO). Charles Leclerc infuriato. Lo ha urlato nelle comunicazioni radio, diffuse al momento del pasticcio del muretto Ferrari al giro 22, lo ha confermato a freddo una mezzora dopo la fine del Gp di Montecarlo: «Non ho parole». L'ordine di entrare ai box per un secondo cambio gomme, solo tre giri dopo il primo, che ha permesso a Verstappen di scavalcarlo e ha impedito al monegasco la corsa verso la vittoria nel gp di casa, è stato l'episodio chiave. Per il quale Mattina Binotto, team principal della Rossa, si scusa. «Abbiamo commesso un errore, forse due: non dovevamo far rientrare Charles ai box». La frittata però è fatta («perchè, perchè? costa state facendo...», ha urlato Leclerc nel team radio diffuso dalla F1), e il pilota Ferrari racconta delusione e rabbia provate. «Amo questo team, ma quanto è successo oggi (ieri, ndc) non va bene. Non ho parole, non possiamo fare una cosa così», la sua analisi. «Fa male. Ci sono tante gare e abbiamo il passo, ma non possiamo permetterci di arrivare quarti, quando avevamo 6” di vantaggio sul secondo. Fa male e perdipiù a casa mia. Perdiamo tanti punti. Ho bisogno dell'aiuto del team, oggi (ieri, ndc) abbiamo preso una decisione sbagliata prima e un'altra dopo. Ci sono stati tanti errori». Binotto non può che condividere. «È stato un errore fermarlo, dovevamo lasciarlo in pista per difendere la leadership e poi passare direttamente alle gomme slick», le sue parole. «Sono errori che analizzeremo e che ci faranno crescere. Sono eventi che possono capitare, se ci permettono di diventare più forte bene che capitino». «Detto questo», ha aggiunto, «se Latifi non blocca per mezzo giro Sainz e si fa da parte, Carlos vince la gara». Resta la protesta (respinta in serata) per una presunta irregolarità nel pit stop delle Red Bull, che avrebbero oltrepassato la linea gialla della pit lane. «La Fia ci deve delle spiegazioni, la riga gialla è sacra», ha detto, lasciando immaginare un ricorso (poi bocciato) sull'ordine di arrivo. «Le note del direttore di gara parlano chiaro, bisogna stare a destra, ne avevamo già parlato in Turchia nel 2020 proprio per evitare delle interpretazioni differenti sull'attraversamento della linea o meno perché ci sono delle incongruenze tra le note del direttore di gara e il regolamento Fia. Quest'ultimo recita 'crossing the line’, ovvero oltrepassare la riga». «Verstappen», ha spiegato Binotto, «di sicuro ha toccato la linea gialla, forse anche Sergio. Per noi la gara non è finita, abbiamo già chiesto e chiederemo delle spiegazioni perché le note del direttore di gara vanno seguito e dicono di rimanere a destra della linea. Per noi è una cosa evidente». Raggiante Sergio Perez. «Un sogno che si realizza, è stato un week end speciale. Tolto il Gran Premio di casa, Montecarlo è la pista in cui ogni pilota sogna di vincere», ha detto il messicano della Red Bull. Terza vittoria in carriera per lui con una dedica speciale per la sua gente: «Giornata enorme per me e il mio Paese. Sono davvero contento e sono sicuro che anche Pedro Rodriguez, da lassù, lo sia per quello che siamo riusciti a raggiungere».
Infine, riguardo al finale in cui ha dovuto stringere i denti, Checo ha dichiarato: «É stata dura tenere a distanza Sainz a causa del graining, ma vincere qui in questo modo è incredibile».

