Legrottaglie: così brucia l’arbitro non mi è piaciuto

15 Febbraio 2020

Il tecnico del Pescara: «Ho visto tanti falli da dietro e pochi cartellini gialli»

PESCARA. Niente da fare. Negli ultimi anni il Cittadella quando incontra il Pescara allo stadio Adriatico fa saltare sempre i tappi alle bottiglie. Prima di ieri, nelle due precedenti sfide, i biancazzurri hanno dovuto ammainare bandiera bianca e anche ieri il clichè è stato lo stesso. Diaw e Iori hanno inchiodato il Delfino, condannandolo alla seconda sconfitta di fila. La zona play off, con le gare che si giocheranno oggi, potrebbe pericolosamente allontanarsi. I veneti confermano la loro vocazione vincente nelle gare in trasferta: 21 dei 36 punti conquistati sono arrivati in trasferta. «Questa sconfitta è dura da digerire». Nicola Legrottaglie è sconsolato, ma anche arrabbiato. «Ci sono ancora delle ingenuità che paghiamo a caro prezzo. A tratti abbiamo dominato la gara, poi, però, l’abbiamo persa per un fallo da rigore. Alcune amnesie ci fanno perdere la partita e dobbiamo migliorare. Sono arrabbiato e molto infastidito», continua l’allenatore del Pescara dalla pancia dello stadio Adriatico. Nicola Legrottaglie ha seguito l’ultima parte di gara dallo spogliatoio. Il tecnico biancazzurro è stato espulso, al 31’ st, per proteste. Da calciatore, nella sua lunga carriera da difensore, ha collezionato appena 2 cartellini rossi, l’ultimo il nell’ottobre 2013 quando militava nel Catania, in serie A, durante una partita contro il Cagliari. «Non ho detto nulla di offensivo all’arbitro perché non uso termini offensivi. La mia etica è sacrosanta. L’arbitro mi ha detto che non sono stato bravo a gestire l’ordine della panchina. Mi ha contestato il fatto che sono uscito spesso dall’area tecnica. Se ho sbagliato, chiedo scusa, però, gli arbitri, devono essere chiari con le regole. Ho solo detto che non ero d’accordo e non ho offeso nessuno e l’arbitro lo sa. Ho visto tanti falli da dietro e pochi cartellini gialli sventolati. Non mi è piaciuto». Con tono pacato e modi educati, l’allenatore spiega il suo punto vista per quanto riguarda la direzione di Illuzzi di Molfetta. «Non ho capito se conta il metodo di giudizio di ogni arbitro o le regole. Se ti danno un calcio da dietro credo che ci sia l’ammonizione. L’arbitro ha fatto la sua partita e non tocca a me giudicarlo, ma al commissario. Io ho sbagliato e chiedo scusa perché mi sono agitato troppo in panchina. Sono fatto così e devo migliorare anche io quest’aspetto». Tornando alla gara, il 43enne allenatore del Delfino continua la sua analisi. «Potevamo fare meglio negli ultimi metri. Il pareggio, forse, sarebbe stato più giusto anche se il Cittadella ha giocato bene e con grande cinismo. Il cambio di Elizalde? Mi sembrava più adatto di Manè nel sostituire Del Grosso. Manè gioca spesso a destra e ho preferito un difensore che sapeva giocare a sinistra come Elizalde».
Sulla flessione di alcuni giocatori e sull’organico decisamente “corto”, Legrottaglie non usa giri di parole. «Abbiamo tanti giocatori fuori per infortunio, è un momento così. Dobbiamo stringere i denti e superare questo momento. Io sono sereno, il gruppo sta bene». E sulla flessione di alcuni senatori, aggiunge: «Galano può fare di più, è un giocatore forte e crediamo molto in lui, come lo stesso Memushaj. Stanno dando l’anima in campo, poi può capitare che in alcune partite sei meno brillante. Non sono preoccupato». Benedice, infine, l’ingaggio di Valeri Bojinov. «Dobbiamo valutare le condizioni e quanto gas ha nelle gambe. Sono convinto che può darci una mano, in area di rigore si farà rispettare. Lo inseriremo gradualmente».
Ovviamente di tutt’altro umore Roberto Venturato, lo stratega del Cittadella. «È stata una partita combattuta e abbiamo fatto qualcosa in più della squadra biancazzurra. La vittoria è meritata. Fare risultato qui non è mai facile e questi tre punti ci danno una grande consapevolezza in più per il futuro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA