Leone: gruppo e umiltà così il Pescara detta legge

9 Ottobre 2018

Il ds: «È presto per parlare di obiettivi, il campionato si deciderà a marzo»

PESCARA. Pescara è in fibrillazione per il primo posto in classifica. Dopo due annate deludenti, la squadra è stata capace di riportare il pubblico dalla propria parte a suon di vittorie e prestazioni convincenti. L’entusiasmo è tangibile, ma la strada verso la gloria è lunga. Unità di intenti, senso di appartenenza e voglia di lottare tutti insieme. Il direttore sportivo Luca Leone indica i segreti dell’undici di Bepi Pillon che nelle prime sette gare ha mostrato una coesione invidiabile. E forse il gruppo avrebbe fatto a meno della sosta per le nazionali in programma nel fine settimana. Il Delfino tornerà in campo venerdì 19 ottobre in trasferta contro lo Spezia dell’ex Pasquale Marino.
Leone, che effetto fa vedere il Pescara al primo posto?
«È una bella sensazione. Siamo contenti, ma abbiamo giocato appena sette partite ed è presto per fissare gli obiettivi. Ci godiamo il momento pensando, però, già alla prossima partita. Diciamo che è un piccolo premio per il desiderio dei ragazzi di essere protagonisti e non disputare un altro torneo anonimo come è accaduto l’anno scorso».
Alla vigilia della stagione nessuno avrebbe scommesso sul Delfino. È sorpreso anche lei dal rendimento?
«Diciamo che c’erano tante squadre che avrebbero dovuto occupare la nostra posizione. Sulla carta almeno quattro che hanno costruito rose di grande valore, ma nel calcio poi è il campo ad emettere sentenze. Ripeto, siamo ancora agli inizi e per stabilire le reali ambizioni bisognerà attendere marzo: è quello il mese decisivo del torneo cadetto».
Si temevano contraccolpi dopo il pareggio-beffa di Padova, invece con il Benevento la squadra ha dimostrato una grande maturità.
«Sì, gli ultimi cinque minuti dell’Euganeo avrebbero potuto condizionare la prestazione di sabato scorso. Al contrario, il gruppo ha trasformato la delusione in energia positiva. Stiamo diventando una squadra solida e mi auguro che il processo si rafforzi con il passare delle giornate. In verità, l’atteggiamento non mi ha sorpreso. Già dai primi giorni del ritiro avevo intuito con quale spirito si erano presentati i calciatori, sia i vecchi che i nuovi. Il loro obiettivo è di non ricommettere gli errori della passata stagione che ci hanno fatto soffrire fino all’ultima giornata. E Pillon è stato bravissimo a creare un’atmosfera serena e piacevole».
A proposito dell’allenatore, quali sono i suoi meriti?
«Ha trasmesso al gruppo i suoi concetti di gioco, la sua carica, la voglia di remare verso la stessa direzione. Quando si è uniti è più semplice superare le difficoltà e risolvere i problemi. L’emblema sono i giocatori che non partono titolari e poi entrano in campo durante la partita mostrando la giusta determinazione. Inoltre, la squadra gioca molto bene e sta migliorando giorno dopo giorno».
Ha paura delle cosiddette vertigini da primo posto?
«No, non bisogna avere nessun timore, ma andare avanti pensando una gara alla volta, poi si vedrà dove potremo arrivare».
Quando parla di squadre da vertice a chi si riferisce?
«Sulla carta Palermo, Crotone, Verona e Benevento sono quelle più attrezzate. Non bisogna dimenticare che quest’ultimo ha una gara da recuperare e potenzialmente potrebbe raggiungere quota 13 punti. Poi ci sono altre compagini molto competitive, ad esempio la Cremonese e lo stesso Spezia che sarà il nostro prossimo avversario alla ripresa del campionato. Quest’anno è vera bagarre, ma sono convinto che alla fine le vere potenzialità emergeranno».
Cinque gol in sette gare, Mancuso si è preso la scena.
«Gli auguro di continuare su questa strada perché è un ragazzo straordinario. Leo avrebbe potuto giocare in B qualche anno prima, ha voglia di recuperare il tempo perso. Va detto che le qualità del singolo vengono fuori solo quando c’è un collettivo che funziona. E finora tutti stanno dando il massimo trascinati dai “vecchietti”: Fiorillo, Campagnaro, Balzano, Del Grosso, Memushaj e altri stanno guidando i più giovani, danno sicurezza e convinzione alla squadra».
Dopo due campionati deludenti e le pesanti critiche dei tifosi, finalmente all’Adriatico è tornato l’entusiasmo.
«Credo che il pubblico abbia capito lo spirito di questo gruppo. E quando i tifosi vedono che in campo i calciatori lottano su ogni pallone ti aiutano. Non è un caso che il Pescara abbia vinto tutte e quattro le gare disputate in casa. In queste partite ci sono stati anche momenti di difficoltà e a mio avviso il pubblico è stato decisivo per superarle. Anzi, i tifosi pescaresi sanno dare anche di più e spero che i ragazzi riescano a vivere i momenti di maggiore passione che questa città sa regalare. Intanto, tutti hanno capito il privilegio di indossare la maglia biancazzurra». (t.g.)
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