Lestini: gli insulti? Io vado a Bologna per giocare

17 Febbraio 2016

Stasera l’ala pescarese del Matera contro la Fortitudo: i tifosi felsinei preparano un’accoglienza ostile

ROSETO. Domenica scorsa, Federico Lestini, ala di Pescara, appena passato da Ferrara a Matera, in A2 Est, ha fatto di nuovo parlare di sé: nell’importantissima vittoria dei lucani contro Trieste per 84-83, Lestini ha fatto la parte del leone, mettendo a referto ben 28 punti in 33 minuti: «E’ un’ avventura che abbiamo sposato in 3: io, il coach Ponticiello e Jiri Hubalek», racconta il giocatore soddisfatto: «Abbiamo una missione difficile da compiere, ma non impossibile: vogliamo togliere Matera dall’ultimo posto, quello che dà la retrocessione diretta». Il campionato adesso mette i lucani davanti a due gare fondamentali: oggi a Bologna contro la Fortitudo, e poi domenica in casa contro Recanati, penultima a solo 2 punti davanti: «Due gare toste, soprattutto quella contro Recanati, dove dobbiamo cogliere l’occasione». I marchigiani sono in un momentaccio, visto che hanno avuto anche la squalifica del campo per due turni, a causa di un tifoso che ha spintonato uno degli arbitri: «Inutile negarlo, quella sarà una gara che varrà una stagione, noi giocheremo in casa per vincerla», concorda Lestini, che poi non si sottrae alla domanda sui rapporti tesi che ha, suo malgrado, con i tifosi bolognesi, che hanno fatto girare un volantino, che apriva una raccolta fondi per pagare la multa ed essere così liberi di insultarlo: «Io credo che a questa cosa si stia dando troppo risalto», va deciso Lestini, «in realtà ho già giocato lì con Ferrara a Natale, ho preso dei fischi ma in fondo non è successo nulla di particolare, meglio concentrarci tutti sul match». Chi ha preso posizione invece, è stata la Federazione aprendo un’indagine per comportamenti antiregolamentari, con la Fortitudo subito a dissociarsi dall’iniziativa: «Una vicenda grottesca, che ha superato i limiti della decenza», ha dichiarato il procuratore di Lestini Ernesto Ciafardoni: «Sono dispiaciuto perché è una iniziativa che offende le intelligenze, non ci vedo nulla né di goliardico né di ironico, secondo me è solo imbarazzante per chi l’ha pensata», prosegue il procuratore: «Davvero non pensavo si potesse raggiungere un tale livello di frustrazione, raccogliere soldi per insultare una giocatore, una persona, mi fa cadere le braccia a terra. Meno male che la Federazione ha posto tutto sotto la sua lente d’ingrandimento, spero si riesca a riportare tutto nei binari della normalità e della correttezza».(m.r.)

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