Lo sbarco dei mille tifosi tra piadine, cori e bandiere

Viaggio fuori e dentro il Manuzzi con la mini invasione dei sostenitori biancazzurri In tribuna anche Mauro Tassotti, capo degli osservatori del Milan, e Zaccheroni
CESENA. Lo sbarco dei mille è iniziato con largo anticipo sull’orario del match del Manuzzi. In tanti, infatti, col “pretesto” della pioggia hanno lasciato Pescara già nel primo pomeriggio. Sciarpa d’ordinanza al collo (mai utile come in questo caso anche a protezione delle vie respiratorie) o in bella vista su cruscotti e finestrini, i tifosi biancazzurri hanno iniziato ad affollare autogrill e bar della Romagna già al calare delle prime ombre della sera. Il dialetto pescarese è il più utilizzato dalle parti di Riccione quando non sono ancora le sei di sera. Dai crocchi improvvisati a tratti si alzano cori, dall’eterno “sugli spalti comincia l'avventura...”, al “Pescara vinci per noi...”, fino a “biancazzurri siamo noi...” e qualche irriverente parodia di “Romagna mia...”. Avvisaglia minima di una mininvasione che si è fatta quanto mai appariscente e rumorosa intorno alle 19, quando in molti hanno preso d'assalto pizzerie e camion-piadinerie ambulanti nella zona dello stadio. Intorno a una “capricciosa” o una piadina al prosciutto si ritrovano amici di antiche e fresche avventure biancazzurre, si sprecano i “ti ricordi quella volta che...” e molti occhi diventano lucidi alle descrizioni dell’ormai storico gol di Pagano o si accendono di scanzonata allegria per quella del cross beffa di Politano di pochi mesi fa. Gli schermi di molti locali diffondono le immagini del primo anticipo, Spezia-Crotone, che naturalmente diventano pretesto per animare discussioni e proiezioni di classifica. L’effetto Oddo è palpabile, la fiducia contagiosa, a prova di ogni discussione. Tante, anche le donne, caratteristica da sempre molto pescarese del tifo calcistico e conferma che lo storico gruppo di Nella Grossi non ha problemi di ricambi generazionali, anzi. Certo senza toccare le vette di sei mesi fa, in occasione dell’ultimo esodo di massa dei pescaresi per la finale playoff col Bologna, ma l’entusiasmo è tanto, palpabile, e sale alle stelle ogni qualvolta il singolo gruppetto s’ingrossa per l’arrivo di ulteriori auto e minibus (almeno una ventina quelli parcheggiati nei dintorni dello stadio).
Un’ora prima della gara, appena dopo l’arrivo del pullman della squadra di Oddo, almeno in duecento sono già sui gradoni della curva ospiti a sventolare bandiere e intonare cori. Le tribune intanto si affollano anche di addetti ai lavori. Tra dirigenti e agenti, non si mimetizza Mauro Tassotti, capo osservatori del Milan, si dice per il davvero formidabile Sensi (forse anche Lapadula o Caprari?). C’è anche Alberto Zaccheroni, ex ct del Giappone. Il match tra tifosi sale di temperatura con l’inizio del riscaldamento delle squadre per esplodere al fischio d’inizio. Non di rado gli stessi slogan vengono “rimbalzati” da uno spalto al dirimpettaio con minime varianti (“biancazzurri (neri) siamo noi, ma chi (caspiterina?) siete voi?)”. E se presto il match sul campo, “grazie” al fino a ieri sera rimpianto Ragusa, volge a vantaggio dei locali, quello sugli spalti, nonostante l’enorme divario di forze, resta invece molto più equilibrato. Basta un guizzo di Caprari o un palleggio volante di Benali e il fuoco dell'entusiasmo si riaccende più vivo che mai, nonostante i quattro gradi scarsi dichiarati dal termometro ufficiale dello stadio. L'intervallo, tra i pescaresi, è un'affannosa ricerca delle cause delle difficoltà e dei possibili rimedi. Oddo punta su Torreira e tutti convengono senza riserve. Con animo speranzoso e applausi si saluta anche l’ingresso di Cocco. Speranza viva finchè, non senza troppi altri brividi, Maresca non dice che è tempo di riprendere l’autostrada e tra un camogli e un caffè caldo, un rimpianto per questo e quell’occasione (poche, onestamente) e un complimento a denti stretti al Cesena, iniziare a pensare alla prossima, allo Spezia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

