Lo scandalo scommesse travolge anche il tennis

16 Ottobre 2014

Intercettazioni sul ds del Perugia Goretti: il calcio è pericoloso, così si fanno soldi Il filone sfiora anche Wimbledon. Nei guai Bracciali e Starace (in campo a Mosca)

CREMONA. L’inchiesta cremonese sul calcioscomesse sconfina anche nel tennis. E sfiora il Perugia. La “mente” di questo ultimo, in ordine di tempo, filone dell’inchiesta di Cremona sulle scommesse truccate, secondo la procura sarebbe Roberto Goretti, attuale ds del Perugia Calcio (Serie B) ed ex calciatore di Napoli, Bologna, Bari, Como, Arezzo e lo stesso Perugia. L’attuale società del ds ha precisato che il club non corre alcun pericolo di coinvolgimento.

Il calcio, secondo le intercettazioni della procura di Cremona su Goretti, sarebbe diventato pericoloso, mentre il tennis porterebbe a una miniera di soldi con le scommesse truccate (si parla di 50 mila euro ai tennisti per “pilotare” i match). Goretti, che non era indagato, sarebbe finito nella rete per le conversazioni telefoniche con Francesco Giannone e Manlio Bruni, commercialisti di Giuseppe Signori.

Sono queste le ultime novità emerse a seguito delle perizie informatiche effettuate sui pc e gli smartphone di alcuni dei 111 indagati dal procuratore Roberto Di Martino. Novità che svelano nuovi mondi sulle scommesse illecite. Quelle sul tennis venivano chiamate «creme» e riguardavano anche match di Wimbledon. In particolare, al centro delle perizie c’è ancora il pc di Manlio Bruni, che era passato al tennis. Risalgono al luglio del 2007 i contatti con il tennista Daniele Bracciali (squalificato a dicembre dello stesso anno): Bruni si presenta come “goret”, l’altro come “braccio78” e c’è anche un amico di Bruni con loro. Quest’ultimo parlando a Bracciali svela quelli che potrebbero essere i dettagli di una scommessa: «Domani a che ora giochi? Primo incontro? Possiamo parlarne di questa partita». «Per me dipende da come si sviluppa... è importantissimo vincere il primo set e se possibile andare un break avanti nel secondo...», afferma “goret”. Il tennista esita, quindi si parla di cifre e “braccio78” scrive: «Di solito ci offrono 50... poi dipende... comunque domani preferisco giocarla... magari per una prossima volta... Molto importante è che quello che ci gioco lo conosca... così ci parlo prima perché anche dirti che vinco il primo non è facile».

Oltre a Daniele Bracciali, l’inchiesta di Cremona tira in ballo anche Potito Starace (il primo nella squadra di Coppa Davis, seppur come riserva nella recente semifinale con la Svizzera, il secondo in azzurro fino a un paio di anni fa), finiti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per alcune presunte combine, almeno stando ad alcune intercettazioni. Il tutto mentre i due sono impegnati, nel doppio, nel torneo di Mosca (dove ieri hanno giocato e vinto il primo turno 7-6 3-6 10-5 contro Alexander Satschko e Adil Shamasdin). Il presidente della Fit, Angelo Binaghi, giudicando i fatti «gravissimi» ha dichiarato la Federazione «parte lesa».