Loviso condanna la Vastese il Castelnuovo sale in vetta

17 Gennaio 2021

Serie D, i neroverdi sbancano l’Aragona in 10 per il rosso a Sbarbati dopo 26’ Il regista segna e poi sbaglia un rigore. D’Adderio: «Abbiamo dei problemi»

VASTO. Il Castelnuovo ha tutto di più della Vastese, dal gioco alle individualità. Dal temperamento alla voglia di ottenere sempre il massimo del risultato, anche giocando come ieri in inferiorità numerica per oltre un’ora per l’espulsione di Sbarbati, punito con il rosso diretto per un gomitata a Di Filippo. Alla fine il risultato ci sta tutto, deciso da una magistrale punizione di Loviso, a soli 6’ dal termine. Lo stesso Loviso, poco più tardi, ha mancato il raddoppio scaraventando sul fondo un calcio di rigore assegnato dal direttore di gara per un fallo di Lenoci su Faggioli.
Gioia Di Fabio. Ora, in attesa dei risultati di oggi, la squadra di Guido Di Fabio si gode il primato solitario in classifica, confermandosi l’autentica sorpresa del girone F. Un primato meritato perché gioca un bel calcio, di qualità e di temperamento. «Abbiamo giocato una gara straordinaria», ha detto Di Fabio, «giocando in 10 uomini per quasi tutta la durata della partita, senza mai rinunciare a cercare la vittoria. Ho la fortuna di allenare un gruppo di ragazzi straordinario. Questa è stata una autentica impresa».
Biancorossi a picco. La Vastese ieri ha toccato il fondo perché nel corso dei 90’, nonostante tanta buona volontà, non ha mai dato l’impressione di avere la forza di vincere la partita, anche con l’uomo in più. Una prestazione imbarazzante che non può non preoccupare la dirigenza, a cominciare dal presidente Franco Bolami. È chiaro che continuando di questo passo è a rischio anche la permanenza in serie D. La squadra non ha una sua identità: rischia tantissimo in difesa, a centrocampo non ha un uomo in grado di costruire (Obodo è lento e macchinoso e nessuno, nel reparto, ha le qualità per prendere per mano la squadra) ed in attacco fa una fatica tremenda a rendersi pericolosa. Ieri, l’unica palla gol, è stata capace di crearla solo in pieno recupero grazie ad un colpo di testa di Altobelli, sul quale l’estremo difensore ospite si è rifugiato in angolo. Troppo poco per meritare anche la spartizione della posta in palio. D’Adderio è un allenatore navigato. La speranza è che riesca a scuotere la squadra, da subito, anche se non sarà facile sia mercoledì nel recupero di Castelfidardo che domenica prossima, all’Aragona, contro il Vastogirardi. «La squadra ha dei problemi», ha tagliato corto il tecnico della Vastese, «in caso contrario la società non mi avrebbe chiamato. Purtroppo, in questa fase della stagione la buona volontà non è sufficiente per risalire la classifica. Nell’uno contro uno non abbiamo mai prevalso. Poi un calcio di punizione ha fatto pesare l’ago della bilancia dalla parte dei nostri avversari. Il momento è complicato, ma troveremo la forza per rialzarci anche se il calendario non è semplice. Nonostante tutto ero e resto fiducioso. La Vastese si riprenderà quanto prima. Lavoreremo tutti per questo obiettivo». Nei prossimi giorni qualcosa accadrà. Soprattutto a livello di mercato. La squadra sarà rinforzata perché in società nessuno vuole prendere in considerazione anche la sola ipotesi di una eventuale retrocessione.
La partita. È stata quasi sempre in mano al Castelnuovo. Anche dopo l’espulsione di Sbarbati. Anzi, la squadra di Di Fabio, una volta rimasta in dieci, ha addirittura giocato meglio: non si è mai scomposta, si è difesa con ordine, senza mai andare in affanno, e tutte le volte che si è affacciata nell’area di rigore avversaria, si è sempre resa pericolosa, come al primo minuto della ripresa con un guizzo di Emili, con la retroguardia vastese capace di salvarsi grazie ad un salvataggio di Diallo sulla linea di porta. Con il trascorrere dei minuti la partita sembrava indirizzata sullo zero a zero. A spezzare gli equilibri la straordinaria punizione calciata dallo specialista Loviso che poi ha sbagliato un rigore. Un eventuale due a zero avrebbe mortificato ulteriormente una Vastese inguardabile.
Gaetano Quagliarella
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