Lucarelli: Avezzano, il lavoro paga

4 Aprile 2015

Il tecnico della capolista: «Decisivo il mercato di dicembre»

AVEZZANO. Tre giornate alla fine del campionato di Eccellenza; 270 minuti per coronare un sogno o per andare incontro ad una cocente delusione. Per il tecnico dell'Avezzano Alessandro Lucarelli l'alternativa non è certo accattivante ma dalla realtà non si può sfuggire, anche perché la scelta di diventare allenatore della squadra della propria città, lui l'ha fatta in piena autonomia e nella consapevolezza di non poter sbagliare. Dopo l'umiliazione nel derby di andata contro il Paterno, il presidente Paris decide che è il momento di dare una decisa sterzata all'ambiente. Una telefonata a Lucarelli che accetta senza tentennamenti e prende il posto di Gigi Morgante: «Era un'occasione da non lasciarsi sfuggire, pur nella consapevolezza del rischio che correvo, ma nella assoluta convinzione di potercela fare». C'erano, però, diverse situazioni da verificare, prima fra tutte la validità dell'organico a disposizione: «Ho cercato di ottenere il massimo da tutti, ma dopo un paio di settimane mi sono accorto che bisognava apportare più di un correttivo, inserendo gente con i giusti stimoli e disposta al sacrificio, ed in questo devo riconoscere la validità del lavoro portato avanti da Stefano De Angelis, nominato direttore sportivo sul campo e messosi subito alla ricerca delle pedine giuste». Alla riapertura del mercato (dicembre), l'Avezzano cambia volto. Via i più esperti (Cini, D'Alessandro, Fuschi, Sheba) e linfa nuova grazie agli arrivi di Bisegna, Miccichè e Di Francia e per i biancoverdi inizia il nuovo corso.

Lucarelli rivive quei giorni come un rapido flash back: «Abbiamo ingaggiato gente motivata, riducendo di parecchio il budget di spesa, tanto da risparmiare un bel po' di soldini, ma occorreva far presto, perché ad un certo punto del campionato avevamo 8 punti di ritardo dal Paterno e 6 dal Francavilla».

La marcia senza tentennamenti delle avversarie faceva temere il peggio, ma la fiducia nei propri mezzi non è mai venuta meno: «Avevo chiesto alcune settimane di tempo per assemblare i nuovi, ma fortunatamente il gruppo ha risposto in maniera adeguata e oggi i numeri sono dalla nostra parte perché su 16 partite ne abbiamo vinte 13, perdendone solo 2».

Il 26 aprile, giorno in cui si accendono i fuochi in onore della patrona della città, l'Avezzano potrebbe tornare in paradiso dopo oltre dieci anni. La Madonna di Pietraquaria è stata avvisata, ma nessuno ha il coraggio di chiederle il miracolo.

Plinio Olivotto

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