Luis Enrique: sfida entusiasmante

12 Luglio 2018

Il ct: «Io antimadridista? Dico loro che li amo moltissimo»

MADRID. L’hombre vertical per riportare ordine, chiarezza e, soprattutto, risultato. Luis Enrique è l'uomo scelto dalla Federazione spagnola per guidare la Nazionale dopo la clamorosa eliminazione ai quarti di finale. Le Furie Rosse sono uscite dal Mondiale perdendo contro i padroni di casa della Russia che ai calci di rigore. Per alcuni è stata una fatalità, la solita lotteria dei penalty, mentre molti altri hanno attaccato i dirigenti federali iberici. Sono loro, secondo tifosi e stampa spagnoli, i responsabili del caos generato dall'allontanamento dell’ex ct spagnolo Julen Lopetegui (sostituito da Fernando Hierro) che, prima dell’inizio della coppa del mondo, ha trovato l’accordo con il Real Madrid.
Ora tocca a Luis Enrique ricostruire. L’ex tecnico di Barcellona e Roma non nasconde tutta la sua felicità per la nuova avventura che è da poco cominciata: «Non so se è un sogno», ha detto Luis Enrique a da Deportes Cuatro, «ma questo incarico mi entusiasma. Ho avuto la fortuna di far parte della Nazionale da giocatore, ho sofferto e giocato con la maglia della Spagna in tante manifestazioni e adesso sono molto contento e motivato. Le critiche? So cosa significa essere allenatore, la critica è annessa a qualsiasi carica in questo Paese», ha aggiunto Luis Enrique. «Tratterò la stampa come merita, non cambierò a 48 anni».
Nella sua prima intervista da ct della Nazionale Luis Enrique ha mostrato la sua solita determinazione. E, per l’occasione speciale, ha fatto ricorso anche alla diplomazia destreggiandosi alla perfezione di fronte a un quesito che avrebbe potuto metterlo un po’ in difficoltà o irritarlo. «Cosa dico a chi mi definisce antimadridista? Dico loro che li amo moltissimo», ha risposto il 48enne allenatore asturiano, un passato luminoso da giocatore (5 anni al Real Madrid, 8 al Barcellona e 62 presenze con la Spagna), ma un ancor più roseo presente da allenatore, che gli ha regalato onori e ricchezze sulla panchina del Barcellona con cui ha vinto il triplete nel 2015.
Il presidente della federazione spagnola, Luis Rubiales, è convinto di aver fatto la scelta giusta. «È il tecnico che cercavamo per guidare la Nazionale», ha detto Rubiales, «Luis è una persona di carattere, un leader incontestabile che riuscirà ad imporsi nello spogliatoio».