Lukaku fa tremare la Roma Inter al lavoro per Lautaro

26 Gennaio 2024

L’attaccante belga strizza l’occhio al torneo arabo: «Sarà il migliore al mondo» I nerazzurri alle prese con il rinnovo del bomber. Razzismo, vertice al Viminale

ROMA. Romelu Lukaku strizza l'occhio all'Arabia Saudita. «Nei prossimi anni la Pro League diventerà uno dei miglior campionati del mondo, se non il migliore», l'uscita del belga ora alla Roma. «Stanno migliorando, i club stanno facendo grandi sforzi per acquistare i big del calcio europeo», ha aggiunto. Parole che hanno messo in fibrillazione sia il Chelsea, proprietaria del cartellino del belga, che la Roma, che lo ha in prestito. Quelle di Lukaku sono state ovviamente parole gentili di circostanza, dopo un'amichevole giocata in terra araba. Ma l'interesse della Saudi Pro League per il belga non è certo cosa nuova, già la scorsa estate, prima della soluzione Roma, il campionato arabo aveva provato a prendere Big Rom offrendo uno stipendio da 30 milioni di euro a stagione.
Capitano, capocannoniere e leader. Lautaro è il centro dell'Inter. Il suo legame con l'Inter viene ribadito praticamente ogni giorno e il suo rinnovo di contratto è atteso dai tifosi non meno dei suoi gol. Ma un accordo concreto in tal senso ancora non c'è: parola del suo procuratore. «Lautaro è a livelli altissimi, poi trovare un accordo non è facile, ci sono tanti aspetti di cui discutere. Oggi non c'è ancora un accordo reale, stiamo tranquilli e parliamo con l'Inter con costanza», ha detto Alejandro Camano.
La Juventus ha un unico obiettivo per rinforzare il proprio centrocampo, cioè Teun Koopmeiners, olandese classe 1998 con già 7 gol in stagione. Il prezzo che ne fa l’Atalanta è alto, almeno 40/45 milioni di euro. In estate i bianconeri contano di ricavare quanto più possibile dalle cessioni di Arthur (resterà alla Fiorentina?) e Soulé (oggetto del desiderio in Premier, valutazione sui 25 milioni), in modo tale da ridurre l’esborso economico. La Lazio starebbe pensando a Federico Bernardeschi, attualmente al Toronto FC in Mls. Per l’ex Juventus sarebbe pronto un contratto di sei mesi.
Lotta al razzismo. Il calcio si interroga sul problema razzismo. Lo fa alla presenza dei massimi rappresentati, tutti presenti nell’incontro andato in scena ieri al Viminale al quale hanno partecipato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, quello per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il mondo del pallone, guidato dal numero 1 Figc, Gabriele Gravina, e il presidente della Lega di A, Lorenzo Casini. Un incontro durato un’ora e mezza circa e che ha visto i protagonisti riuniti in un vertice nato dall’esigenza di dire basta dopo l’ennesimo episodio di razzismo negli stadio che stavolta ha coinvolto Mike Maignan, portiere del Milan, nella trasferta di Udine. «È stato costituito un gruppo di lavoro che immediatamente lavorerà sulla struttura del Daspo, valutando anche la tracciabilità di questo nei documenti personali dei soggetti daspati. Valuteremo poi di intervenire per associare il Daspo ad altre forme di recupero sociale delle persone che incorrono in certi errori non più sopportabili« ha sottolineato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, all’uscita dall’incontro. Ma non solo perché allo studio ci sono altri modi concreti per individuare i responsabili di questi atti, come sottolineato anche da Gravina. «Abbiamo delineato alcune idee e progetti che possono migliorare la qualità infrastrutturale. Mi riferisco in modo particolare all’ipotesi dell’inserimento del riconoscimento facciale. Attraverso l’uso della tecnologia il 50% degli stadi è in grado di garantire, di assicurare l’individuazione dei responsabili di questi atti di discriminazione o di violenza. E credo che sia già un buon risultato. Devo dire che Udine è la dimostrazione tangibile perché nell’arco di 48 ore sono stati assicurati i responsabili alla giustizia», le sue parole. I passi avanti, però, devono essere anche culturali, ma soprattutto, come indicato da Casini, l’obiettivo del gruppo di lavoro deve essere quello di «capire come intervenire per portare tutti gli impianti di Serie A agli standard di Udine».
Angelo Caradonna