Lulli e la gara dei sogni: «Io, Icardi e quel rigore sbagliato a San Siro»

15 Dicembre 2017

ROSETO. Uno dei protagonisti di quel Pordenone che martedì stava per fare uno scherzetto all’Inter in coppa Italia è Luca Lulli, centrocampista abruzzese di Roseto: «Una serata emozionante, che ha...

ROSETO. Uno dei protagonisti di quel Pordenone che martedì stava per fare uno scherzetto all’Inter in coppa Italia è Luca Lulli, centrocampista abruzzese di Roseto: «Una serata emozionante, che ha fatto parlare tutta Italia di noi, c’è da esserne orgogliosi».
Ci racconta la serata di San Siro?
«Da interista c’ero stato tante volte con mio padre. Stavolta invece parenti ed amici erano lì per me, una grande soddisfazione».
Si esce dal tunnel, si entra in campo e poi?
«E poi sembra di giocare in mezzo ai grattacieli, tanto è imponente l’impianto».
Tra di voi, negli spogliatoi, cosa vi siete detti prima del fischio d’inizio?
«Ben poco, perché arrivavamo molto convinti dal match vinto a Cagliari».
Quel rigore sbagliato lascia l’amaro in bocca?
«Ma no, è sempre una lotteria. Purtroppo il mio l’ho sbagliato, meno male che lo stesso ha fatto Gagliardini dopo di me: a quel punto ci ho sperato davvero, ma non è andata».
A fine gara lo scambio delle maglie: che ricordo si è portato a casa?
«Devo dire che loro erano stati bravissimi fin dall’inizio, con Icardi e Spalletti venuti a salutarci per primi; bello poi che a fine match ci abbiano aspettato per darci la maglia, io ho preso quella di Icardi in un momento da brividi, visto che tutto lo stadio ci stava applaudendo».
Non è che Spalletti vi ha detto in un orecchio “vi aspetto in serie A”?
«So solo che alla fine ha detto al nostro allenatore, Leonardo Colucci, che meritavamo di vincerla, una bella soddisfazione».
Che clima c’era a fine gara negli spogliatoi del Meazza?
«Davanti alla nostra porta c’era Zanetti per farci i complimenti, come poi hanno fatto altri interisti come Ranocchia. Eravamo delusi, ma c’era in noi anche la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante: mi hanno detto che non capitava da 9 anni che l'Inter non segnasse un gol in Coppa Italia in casa».
Adesso che vi hanno visto tutti, ogni domenica sarà più difficile..
«Andremo a Renate, uno scontro diretto per le zone alte della classifica: il mister ci ha già detto di tornare con le teste nel nostro mondo».
Lei compirà 26 anni tra qualche giorno, come ha iniziato la carriera?
«I primi passi li ho mossi nell’As Roseto del presidente Cerasi, e poi trafila nelle giovanili di Teramo e poi sono andato al Pescara».
In biancazzurro è cresciuto con i vari Verratti, Inglese, Capuano.
«Ma io volevo giocare e sono andato via, per arrivare al Pordenone».
Che giudizio dà delle squadre abruzzesi?
«Pescara ha giovani validi e può puntare ai play off; Teramo si salverà facilmente».
Cosa le rimane della gara di coppa Italia contro l’Inter?
«La consapevolezza di poter stare ad alti livelli; ho un biennale col Pordenone e mi piacerebbe vincere con loro».
Ultima domanda: ha un consiglio per quei bambini che sognano di giocare a San Siro?
«Bisogna allenarsi tanto, tecnica e velocità oggi contano tantissimo. Poi va messo in conto qualche sacrificio, bisogna studiare per crescere e tenere la barra a dritta. Ah dimenticavo: ovviamente un pizzico di fortuna non guasta mai».
Marco Rapone
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