MA ESISTE DAVVERO UN ANTI-TAVECCHIO?
di ROCCO COLETTI Sono passati due anni dall’elezione di Carlo Tavecchio a presidente della Figc. Un’investitura condita da polemiche a non finire per alcune frasi infelici, per il patto Galliani&L...
di ROCCO COLETTI
Sono passati due anni dall’elezione di Carlo Tavecchio a presidente della Figc. Un’investitura condita da polemiche a non finire per alcune frasi infelici, per il patto Galliani&Lotito che l’ha portato a diventare il capo del calcio italiano e altro ancora. Polemiche che nel corso dei mesi si sono stemperate. Due anni in cui è cambiato ben poco nel mondo del pallone nostrano. Soliti problemi e soliti scandali. Adesso il 73enne dirigente lombardo ci ha preso gusto e vuole la conferma. All’orizzonte c’è il rinnovo dei vertici federali per il quadriennio olimpico. E lui, Carlo Tavecchio da Ponte Lambro, è in pole position. Anzi, sembra non avere concorrenti. Tavecchio, probabilmente, le cose migliori le ha fatte registrare in tema di politica estera. Si è schierato con Gianni Infantino nella corsa alla presidenza Fifa, si è esposto e poi è passato all’incasso. Non a caso Infantino ha sperimentato la Var, giovedì scorso a Bari, anche per ricambiare il sostegno ricevuto. E Tavecchio, sempre d’intesa con Infantino, ora è impegnato nelle elezioni Uefa: ad Atene il 14 settembre si eleggerà il nuovo presidente e il presidente Figc sostiene lo sloveno Alexander Ceferin, grande favorito sullo spagnolo Villar. E in settimana a Coverciano ha organizzato una convention in cui ha invitato i vertici delle federazioni europee per sponsorizzare l’avvocato sloveno. Non solo: sta per piazzare Evelina Christillin (in quota rosa) nell’esecutivo Fifa. Attivissimo oltreconfine, un po’ impacciato in ambito interno. Tavecchio si è speso per investire subito Marcello Lippi della carica di direttore tecnico delle nazionali e poi, scoperto che le norme lo sconsigliavano, ha detto che non c’è fretta. La verità è che in Italia Tavecchio, vecchio democristiano, fa e disfa a suo piacimento per mancanza di avversari in grado di fare politica federale. Ma nel calcio non si può mai stare tranquilli, perché si è sempre sotto esame. E la nomina di Ventura, 68 anni, a commissario tecnico è una scommessa da vincere altrimenti Tavecchio torna sotto tiro. Ci sono le qualificazioni ai Mondiali, guai a fallirle. Per l’Italia e per il governo Tavecchio!
@roccocoletti1
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