Machìn croce e delizia, il Delfino vuole risposte

9 Febbraio 2021

Polemiche e multe, il fantasista ingaggiato a gennaio è diventato un caso I biancazzurri hanno bisogno del suo estro per inseguire la salvezza

PESCARA . Il periodo nero di Josè Machìn. Escluso dalla formazione titolare, contestato dai tifosi e multato dalla società per una brutta risposta a un supporter sui social. Doveva essere l’uomo della provvidenza, il calciatore a cui aggrapparsi per risalire la classifica e sperare nella salvezza, invece finora il guineano non è riuscito a incidere ed ha anche perso il posto in squadra.
Oggi al Castellani molto probabilmente partirà di nuovo dalla panchina, magari Breda gli darà una chance in corso d’opera e, in tal caso, dovrà fare di tutto per sfruttarla. L’atteggiamento un po’ indisponente mostrato nell’ultima mezz’ora del match contro la Reggina, quando Breda lo ha mandato in campo per dare una scossa in fase offensiva, non è affatto piaciuto al tecnico, ai dirigenti e ai tifosi. Al Pescara serve il vero Machìn, senza il suo talento lottare per la salvezza sarà ancora più complicato. Il tempo stringe, il campionato avanza e le occasioni per tentare il recupero diminuiscono in fretta. Tuttavia, bisogna provarci, il Delfino senza Machìn non ha molte chance di restare in B. Eppure, il guineano si era presentato con dichiarazioni d’amore nei confronti della tifoseria pescarese dopo il traumatico addio di un anno fa e il trasferimento al Monza. «Le scelte si fanno con la testa e con il cuore, a Pescara sono stato bene e ora sono felicissimo di essere di nuovo qui», ha detto tre settimane fa il 24enne che per riabbracciare il Delfino ha rifiutato le proposte di Granada, Pordenone ed Empoli. Voleva a tutti costi tornare ad essere protagonista, come nel girone di andata del torneo scorso, quando trascinò il Pescara di Luciano Zauri a ridosso della zona play off a suon di gol (ben 7) e giocate pregevoli. Era entusiasta, ma anche ignaro del triste destino che gli sarebbe toccato. Per fortuna, c’è ancora la possibilità di rimediare, però bisogna sbrigarsi.
Giovanni Tontodonati
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