Maglia rosa: nuovo leader Ora comanda un norvegese

Il francese Paret-Peintre vince la tappa, Leknessund spodesta Evenepoel
Il Giro d’Italia parla un po’ francese e tanto norvegese. A Lago Laceno (Bagnoli Irpino in provincia di Avellino) successo di tappa per Aurelien Paret-Peintre e maglia rosa sulle spalle di Andreas Leknessund. Gianni Bugno deve aver fatto un bel sorriso perché Remco Evenepoel minacciava l’impresa del 1990 quando l’azzurro vinse indossando la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa. Ora il simbolo del primato è sulle spalle del giovane norvegese, ma già a Campo Imperatore Evenepoel potrebbe riprendersi la maglia rosa. E sapete perché? Negli ultimi due Giri, chi ha preso il simbolo del primato nel tappone appenninico ha alzato il trofeo senza fine. E come dice il proverbio…Non c’è due senza tre. Prima giornata quella di ieri senza Abruzzo protagonista, da Venosa a Lago Laceno e c’è spesso la pioggia ad accompagnare i corridori. Soprattutto c’è un ritmo forsennato dal pronti via con la volontà di Ben Healey di trovare la fuga buona, ma Evenepoel non dà il via libera all’americano della Ef, vera rivelazione delle classiche sulle Ardenne. E allora Pinot e Buitrago vanno a prendere i punti per la classifica del gran premio della montagna prima che, finalmente, parta la fuga decisiva. Ci sono due uomini della Trek (Skujins e Ghegreigzabhier ), il francese Barguil l’azzurro Albanese e i due che si sono giocati il successo di tappa. Questa volta c’è il via libera della Soudal, Evenepoel ha deciso di lasciare la maglia rosa e la fuga va bene al campione del mondo. Leknessund è il corridore piazzato meglio in classifica e inizia a sognare la maglia rosa. Nel gruppo di testa si vede compatta la Ineos di Geoghehan Hart: il vincitore del Giro 202 sta molto bene al pari di Vlasov, Roglic e Caruso che sono sempre nelle prime posizioni. Inizia la salita finale verso Lago Laceno. In realtà il gran premio della montagna è Colle Molella a pochi chilometri dalla conclusione. Conci prova l’allungo, Skujins lo riprende e lo stacca, ma Albanese riporta tutti sotto. L’allungo decisivo è quello di Leknessund che si porta dietro Paret-Peintre e lo stacca, ma il francese è bravo a rientrare prima dello scollinamento e a battere in volata il corridore della Dsm. Leknessund scoppia in lacrime dopo il traguardo. Rabbia per il secondo posto? No, la gioia infinita per la maglia rosa conquistata. L’ultimo norvegese a farlo fu Knut Knudsen, 42 anni fa. «Indossare la maglia rosa», ha detto Leknessund, «è davvero un grande traguardo. Le lacrime dopo l'arrivo? Questa maglia è speciale, regala una grande emozione. Poterla indossare almeno per un giorno è incredibile, non ci credo ancora». E, invece, è tutto vero e oggi gli applausi saranno tutti per lui. E Pareit-Pentre? Una tappa al Giro non capita tutti i giorni e anche il corridore dell’Ag2r ha il sorriso stampato sul volto. «Sono felicissimo, aver vinto è speciale per me e per la squadra. Dovete sapere che è il mio primo successo in un grande giro. Un bel traguardo per me». Nessuno scossone nel gruppo dei migliori nell’ultima salita. È stata la Ineos ha fare l’andatura, ma nessun attacco e nessuna minaccia per Evenepoel. Anzi, una forse si. Lo squadrone di Thomas e Geoghehan Hart davanti al gruppo era praticamente al completo. Potrebbe essere un fattore determinante nel prosieguo del Giro. E intanto a Campo Imperatore cresce l’attesa per il ritorno in Abruzzo del Giro d’Italia. Tutti venduti i 1000 biglietti a disposizione per venerdì al prezzo di 15 euro per la funivia. È tanta la voglia di ciclismo, è tanta la voglia di vedere a Campo Imperatore i grandi campioni del ciclismo. Dopo Marco Pantani e Simon Yates chi festeggerà sotto lo sguardo della vetta più alta degli Appennini?
Enrico Giancarli
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